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Liberali in recupero, i Verdi spaventano l’Ndp

Liberali in recupero, i Verdi spaventano l’Ndp

TORONTO – Liberali in recupero, conservatori in frenata, Verdi in salita e neodemocratici in caduta libera. È questa l’istantanea scattata dall’ultimo sondaggio dello Ekos Research che mette in luce come la partita delle elezioni 2019 sia ancora tutta da giocare.

Se l’esito rimane incerto, a tre mesi e mezzo dall’appuntamento alle urne i numeri ci danno una sola sicurezza: se i valori non dovessero cambiare molto, il 21 ottobre ci ritroveremo senza una maggioranza assoluta in parlamento e avremo un governo di minoranza.

In ogni caso ci sono da registrare alcune tendenze in questo inizio di estate. Innanzitutto i conservatori mantengono saldamente il comando nelle intenzioni di voto, con il 33,6 per cento. Una cifra questa che però non lascia dormire sonni tranquilli ad Andrew Scheer.

Al contrario il leader tory, dopo aver fatto tesoro delle difficoltà di Justin Trudeau sulla scia dello scandalo SNC Lavalin e delle dimissioni delle ministre Jody Wilson-Raybould e Jane Philpott, è incappato in una fase di stallo, anche per via del danneggiamento indiretto che ha dovuto subire a causa dell’impopolarità del premier dell’Ontario Doug Ford.

L’effetto tagli, insomma, si fa sentire pure a livello federale. I liberali, dal canto loro, registrano un incoraggiante recupero, soprattutto nelle due Province chiave il cui esito dovrebbe decidere il destino del voto: l’Ontario e il Quebec.

Nella prima Provincia i grit hanno un vantaggio di 10 punti percentuali sui conservatori, costretti a correre una gara impari perché zavorrati dal fardello Ford. Nella Provincia francofona, invece, i liberali hanno un margine di appena 2 punti, che diventa 4 nelle Province Atlantiche.

Tutto l’Ovest canadese è invece saldamente nelle mani del partito di Scheer, pronto a fare l’en plein in Manitoba, Saskatchewan, Alberta e British Columbia. A sinistra poi cambiano gli equilibri tra verdi e ndippini. Il Green Party, complici anche le difficoltà dei neodemocratici, si stabilizza sopra il 13 per cento, guadagnando consenso in molti distretti elettorali dove i loro candidati hanno reali chance di vittoria.

Al contrario il Partito guidato da Jagmeet Singh è in caduta libera e scende sotto la soglia del 12 per cento: siamo davvero anni luce dall’onda arancione del compianto Jack Layton. Inizia infine a guadagnare terreno il People’s Party di Maxime Bernier, che si affaccia a quota 4 per cento e scavalca il Bloc, fermo al 3.

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