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Leslyn Lewis in corsa, John Baird ancora indeciso

Leslyn Lewis in corsa, John Baird ancora indeciso

Leslyn Lewis in corsa, John Baird ancora indeciso

TORONTO – Leslyn Lewis è in corsa per la leadership del Partito conservatore. Avvocatessa, già candidata nel 2015 per il distretto federale di Scarborough-Rouge Park, Lewis ha avuto il via libera della commissione per la Leadership dopo aver depositato 25mila dollari e aver raccolto mille firme in 30 distretti del Canada.

Salgono così a tre i candidati ufficiali alla successione del leader dimissionario Andrew Scheer, con Peter MacKay ed Erin O’Toole che hanno avuto luce verde dalla commissione nelle ultime due settimane.

Rispetto ai suoi rivali, Lewis punta a calamitare il voto della destra sociale e si è già accaparrata l’endorsement u‡ciale della Campaign Life Coalition, influente associazione capace di spostare consensi e voti nella complessa e variegata galassia conservatrice del Canada.

Ora per Lewis arriverà la parte più di‡cile, quella di farsi conoscere nel resto del Paese, visto anche il peso dei suoi avversari, entrambi ex ministri federali con una lunga carriera parlamentare alle spalle.

Resta da capire, ora, cosa deciderà di fare John Baird. L’ex ministro degli Esteri nei giorni scorsi ha rivelato di pensare seriamente a una propria candidatura, spinto anche da una parte della nomenclatura del partito che vorrebbe un altro candidato forte che potrebbe contrastare il front runner MacKay.

Mancano appena due settimane dalla deadline imposta dalla commissione per scendere in campo: entro il 27 febbraio i papabili dovranno soddisfare tutte le condizioni imposte dal partito e il tempo inizia a stringere.

Stesso discorso anche per altri otto potenziali candidati che hanno ribadito il loro interesse ma che ancora non hanno soddisfatto le richieste della commissione: si tratta dei due deputati Marilyn Gladu e Derek Sloan e di Richard Décarie, Jim Karahalios, Clayton Knutzon, Rick Peterson, Aron Seal e Bobby Singh.

Difficile che ci siano sorprese dell’ultima ora, visto che anche la deputata Michelle Rempel pare abbia rinunciato a scendere in campo.

Stando a quanto stabilito dalla commissione, i candidati che hanno superato lo scoglio del 27 febbraio, avranno tempo un altro mese per depositare altri 275mila dollari – 100mila dei quali rimborsabili – e per raccogliere altre 2mila firme sempre in 30 distretti federali.