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Leadership tory, O’Toole cerca la rimonta

Leadership tory, O’Toole cerca la rimonta

Leadership tory, O’Toole cerca la rimonta

TORONTO – Convincere la base del Partito Conservatore che esiste un’alternativa credibile a Peter MacKay. È questo l’obiettivo di Erin O’Toole, candidato alla leadership tory dopo l’esperienza non troppo felice della corsa del 2017, che concluse al terzo posto dietro Andrew Scheer e Maxime Bernier.

Al momento, sondaggi alla mano, il ruolo di front runner e grande favorito per la vittoria finale è saldamente nelle mani dell’ex ministro della Giustizia, che può contare tra le altre cose sul sostegno di una buona parte del gruppo parlamentare.

Ma nel fine settimana, proprio per quanto riguarda gli endorsement, è arrivata una buona notizia per O’Toole, che a sorpresa ha incassato l’appoggio dichiarato di Jason Kenney.

Il premier dell’Alberta, diventato negli ultimi mesi il portavoce del malessere di’ uso di tutte le province dell’Ovest, ha deciso di puntare sull’ex ministro per gli Affari dei veterani. Le ragioni per questa scelta sono presto dette.

I rapporti tra Kenney e MacKay non sono mai stati idilliaci. Al contrario, anche quando sono stati colleghi di governo durante i nove anni di governo Harper, a più riprese ci sono state incomprensioni, frizioni, ferite che non si sono mai del tutto rimarginate.

Nei mesi scorsi, dopo la decisione di MacKay di candidarsi alla successione di Scheer, Kenney ha cercato di fare pressioni su numerosi esponenti di peso del partito per convincerli a scendere in campo.

Il premier dell’Alberta ha speso parole di incoraggiamento per Rona Ambrose e per John Baird, invitando i due ex colleghi di governo a candidarsi. Ora, scaduta la deadline, tra gli otto candidati rimasti solamente O’Toole sembra avere qualche chance residuale di impensierire MacKay e Kenney ha deciso di spendere tutta la sua influenza e il suo peso politico per assicuragli la vittoria finale.

Non sarà affatto facile, anche perché sono già numerosi i deputati eletti in Alberta e nelle province dell’Ovest che hanno scelto di stare dalla parte di MacKay. Un chiaro investimento politico in vista delle future elezioni anticipate, per poter passare all’incasso in termini di cariche e ruoli nel potenziale futuro governo conservatore.

Ora bisognerà attendere e vedere le prossime mosse all’interno della nomenclatura conservatrice. L’endorsement di Kenney farà proseliti, spingendo altri big del partito a schierarsi con O’Toole, oppure rimarrà isolata?

È chiaro che la chiave che porta alla convention del 27 giugno a Toronto sta tutta lì: se non cambieranno gli equilibri che si sono ormai consolidati, MacKay sarà il nuovo leader del Partito Conservatore.

Ora la mossa di Kenney aggiunge un elemento di incertezza, ma servono altri segnali per dare il via alla rimonta di O’Toole.