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Leadership conservatrice, è conto alla rovescia

Leadership conservatrice, è conto alla rovescia

TORONTO – Scatta il conto alla rovescia per la corsa alla leadership del Partito Conservatore.

La commissione tory che deve stabilire regole e modalità per la successione del leader dimissionario Andrew Scheer ha annunciato che il nuovo capo del partito sarà scelto alla convention di Toronto il prossimo 27 giugno. Ma non solo.

I potenziali candidati dovranno sciogliere le loro riserve entro breve tempo, visto che la copresidente della commissione, l’ex ministro federale Lisa Raitt, venerdì scorso ha posto una deadline di dieci giorni agli interessati per ufficializzare la loro candidatura.

La decisione dei vertici del partito porta con sé numerose considerazioni. In primo luogo la scelta di convocare la convention a Toronto nel mese in cui si celebra la comunità LGBT ha scatenato proteste e polemiche, tenendo conto anche del fatto che secondo numerosi analisti la sconfitta di Scheer lo scorso ottobre è imputabile anche al suo atteggiamento carico di ambiguità verso temi quali le nozze tra persone dello stesso sesso e la sua ostinazione a non voler partecipare alle manifestazioni del Pride.

Ma ad alimentare il dibattito all’interno della galassia conservatrice canadese è anche la decisione di accelerare le procedure di scelta del nuovo leader, con una tabella di marcia che in definitiva mette alle corde i potenziali candidati che ancora non hanno deciso se scendere in campo o meno.

Anche perché la dirigenza del partito ha alzato i paletti per chi vuole candidarsi: serviranno 300mila dollari e 3mila firme, quando nel 2017 erano sufficienti 100mila dollari e 300 firme.

Insomma, si punta a eliminare le solite candidature di disturbo di chi cerca visibilità politica ma non ha reali chance di vittoria.

In quanto ai potenziali candidati, i nomi che circolano sono sempre gli stessi: si va dai deputati Pierre Poilievre, Michelle Rempel Garner e Candice Bergen agli ex mp Rona Ambrose e Peter MacKay, passando per l’ex premier del Quebec Jean Charest e l’attuale premier dell’Alberta Jason Kenney, fino a una clamorosa ricandidatura dello stesso Andrew Scheer.

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