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Jody Wilson-Raybould in soli trenta secondi ha affondato il governo

Jody Wilson-Raybould in soli trenta secondi ha affondato il governo

TORONTO – Sono bastati appena trenta secondi per creare un terremoto politico senza precedenti a Ottawa.

In appena trenta secondi Jody Wilson-Raybould ha riassunto i quattro mesi di pressioni indebite, interferenze politiche, velate minacce subite per ammorbidire la posizione della SNC-Lavalin ed evitare che la compagnia Montreal subisse conseguenze di carattere penale.

Quei trenta secondi hanno cambiato la storia politica del nostro Paese, perché in un modo o nell’altro questa vicenda avrà un peso su quanto avverrà nei prossimi mesi.

Gli scenari che si aprono sono molteplici e vanno dalle possibili dimissioni del primo ministro – con tanto di crisi di governo e voto anticipato rispetto alla scadenza di ottobre – alla tenuta di Justin Trudeau: e le opposizioni, che ora chiedono a gran voce il passo indietro del primo ministro, in realtà sperano che Trudeau vada avanti.

In questo modo avranno la possibilità di impostare l’intera campagna elettorale sul tema dell’integrità morale, del ruolo del governo e dei rapporti che intercorrono tra l’esecutivo e i grandi potentati economici del nostro Paese.

Wilson-Raybould ha mostrato grande coraggio. Non si è piegata alle pressioni, ha resistito alle interferenze, ha svolto il compito di Attorney General con un senso di grande attaccamento allo Stato e correttezza istituzionale, ricordando anche allo stesso primo ministro che per legge determinate prerogative e determinate funzioni spettano al ministro della Giustizia e non al capo del governo.

Ma la coerenza e il rispetto del proprio ruolo hanno un prezzo. E Wilson-Raybould lo ha pagato a gennaio, quando nel rimpasto di governo le è stato sottratto il dicastero della Giustizia e le è stato dato il contentino del ministero per gli Affari dei Veterani.

È molto difficile ipotizzare che non vi sia un collegamento diretto tra le pressioni dell’ufficio del primo ministro e la decisione di Trudeau di spostare Wilson-Raybould nell’ultimo shuffle a Ottawa. Ora l’ex ministro si trova nella paradossale situazione di grande accusatrice di Trudeau pur rimanendo all’interno del caucus liberale e candidata nel suo distretto in British Columbia per il voto di ottobre.

E chissà che nei prossimi mesi Wilson- Raybould non sia in grado di creare attorno a sé una sorta di opposizione interna alla leadership di Trudeau, attirando i tanti scontenti nel partito per una direzione che negli ultimi mesi è stata contraddittoria e incerta.

E c’è chi addirittura ipotizza che con i primi trenta secondi della sua deposizione in Commissione Giustizia, Wilson-Raybould si sia assicurata un posto nella futura corsa alla leadership del Partito Liberale. Vedremo se i fatti daranno ragione a questa tesi.

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