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In Quebec un’altra spina nel fianco di Trudeau

In Quebec un’altra spina nel fianco di Trudeau

MONTREAL – Ci risiamo. A 50 giorni esatti dal voto, a Trudeau gli mancava solo questa ennesima grana.

Per di più in una provincia – il Quebec – che assegnerà ben 78 seggi in parlamento sui 338 disponibili alla Camera dei Comuni di Ottawa.

Parliamo del caso che vede protagonista la parlamentare liberale, Eva Nassif, eletta nel 2015 nel collegio di Vimy.

Nata in Libano ed immigrata in Canada nel 1993, Nassif – prima infermiera nel suo Paese natio, allora sconvolto dalla guerra civile, e poi laureatasi come traduttrice, presso la Concordia University – nel parlamento canadese ha fatto parte della commissione per l’agricoltura ed in quella per lo status ed i diritti delle donne.

Lo scorso 22 agosto, però, Nassif ha dichiarato che non si sarebbe ripresentata al giudizio degli elettori in Quebec, citando “eventi recenti di natura personale”, sebbene avesse stravinto le scorse elezioni con una margine di 25 punti di distacco dal suo diretto avversario.

Ma il presidente dell’associazione liberale di Vimy, Giuseppe Margiotta, in un’intervista alla Canadian Press ha dichiarato – riferendosi alla Nassif – “è stata buttata fuori” senza però saperne specificare le motivazioni che avevano spinto il partito a questa decisione.

Nassif – nelle scorse settimane – avrebbe chiesto a suoi alleati di partito di opporsi alle nomination di altri due colleghi parlamentari nonché candidati liberali, nel distretto di Laval, Yves Robillard e Faycal El-Khoury.

Nel collegio di Vimy, il pateracchio sarebbe stato provocato proprio da un processo – alquanto nebuloso – di nomination dei candidati stessi per il distretto ed alla Nassif sarebbe stato notificato dal partito che non sarebbe stata lei la candidata prescelta solo a metà del mese scorso, mettendola di fatto fuori gioco.

Mentre Nassif non ha voluto ulteriormente commentare, dal partito liberale si precisa che è stata avviata una “procedura d’urgenza” che permette al presidente di collegio liberale di “scegliere i candidati alla nomination a sua discrezione”.

Giorgio Mitolo

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