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In British Columbia potrebbe arrivare un terremoto politico

In British Columbia potrebbe arrivare un terremoto politico

Continua la copertura del Corriere Canadese di questa campagna elettorale del 2019. Andremo ad analizzare i candidati a confronto nei principali distretti elettorali del Paese. Oggi la nostra analisi si sposta nella provincia della British Columbia: dei sui 42 distretti elettorali federali abbiamo scelto i 10 che hanno una maggiore densità di elettori italocanadesi e quelli che presentano candidati di origine italiana.

TORONTO – La British Columbia si sta preparando all’ennesimo terremoto politico in concomitanza con le elezioni del 21 ottobre. Siamo di fronte a una “Swing province”, a una provincia ballerina che puntualmente cambia colore politico in quasi tutti i voti. Nel 2011 c’era stata la valanga conservatrice con 21 seggi ai tory, 12 all’Ndp e solo 2 ai liberali, mentre nel 2015 è arrivato il rovesciamento dei rapporti di forza, con il partito di Justin Trudeau in grado di eleggere 17 deputati contro i 14 dell’Ndp e i 10 dei conservatori. Ora i sondaggi ci dicono che la provincia, dove abitano secondo Statistics Canada più di 166mila italocanadesi, è pronta all’ennesima giravolta politica. Il tutto con l’incognita rappresentata dalla repentina crescita dei Verdi che puntano alla conquista di almeno 5 distretti elettorali.

Kamloops—Thompson—Cariboo (residenti di origine italiana 6.750 – 5,6%) Distretto relativamente giovane, creato nel 2004, è considerato un feudo conservatore in quanto in questi quindici anni ha sempre eletto un deputato tory. Eppure in queste elezioni la gara è apertissima. La deputata uscente Cathy McLeod, tre volte parlamentare, nel 2015 affrontò un voto che si risolse in una corsa a tre: prese 24mila voti, contro i 21mila dei liberali e altrettanti dell’Ndp. I liberali schierano un candidato di peso, l’ex ministro provinciale dell’Ambiente Terry Lake, mentre l’Ndp punta su Cynthia Egli. In corsa anche il verde Iain Currie e Ken Finlayson del People’s Party.

Kelowna—Lake Country (residenti di origine italiana 5.660 – 4,8%) Una delle circoscrizioni fortemente indiziata per il possibile cambio di colore politico. Nel 2015 vinse il liberale Stephen Fuhr, ponendo fine al monopolio conservatore durato dal 1997 per otto lunghe legislature. Ora contro il deputato uscente i conservatori si affidano a Tracy Gray per riconquistare il distretto, mentre appaiono nettamente indietro il neodemocratico Justin Kulik, John Bar del partito di Bernier e l’ambientalista Travis Ashley.

Steveston—Richmond East (residenti di origine italiana 1.165 – 1,2%) Anche in questo distretto si prospetta un diverso orientamento dell’elettorato rispetto al 2015. Il deputato uscente Joe Peschisolido, unico italocanadese eletto in British Columbia, dovrà vedersela per la secondo volta con il conservatore Kenny K. W. Chiu: quattro anni fa la spuntò il primo per meno di 3mila voti, ora le distanze appaino nettamente ridotte. A chiudere la griglia delle candidature ci sono l’ndippino Jaeden Dela Torre, la verde Nicole Iaci e Paul Ayott del People’s Party.

Burnaby North—Seymour (residenti di origine italiana 9.640 – 9,5%) In questo collegio creato nel 2015 in seguito alla legge sulla redistribuzione dei seggi è significativa la presenza di elettori italocanadesi. Si prospetta una corsa a due all’ultimo voto tra il deputato liberale uscente Terry Beech e il candidato dell’Ndp Svend Robinson, già deputato dal 1979 al 2004 e passato alla storia per essere stato il primo parlamentare canadese a dichiarare la propria omosessualità mentre era in carica. Gara in salita per la tory Heather Leung, Amita Kuttner del Green Party e Rocky Y. Dong del People’s Party.

Coquitlam—Port Coquitlam (residenti di origine italiana 5.570 – 4,5%) Ennesimo distretto che potrebbe bocciare il deputato uscente. Rischia quindi il liberale Ron McKinnon, appena una legislatura alle spalle, che dovrà fare i conti con il conservatore Nicholas Insley e con la neodemocratica Christina Gower. In corsa pure l’italocanadese Roland Spornico del People’s Party e il verde Brad Nickason.

North Vancouver (residenti di origine italiana 5.275 – 4,6%) Sfida tra due candidature di peso in questa circoscrizione. Il deputato liberale uscente Jonathan Wilkinson, ministro della Pesca nella scorsa legislatura, deve vedersela con il conservatore Andrew Saxton, due volte parlamentare dal 2008 al 2015. Alle elezioni di quattro anni fa il primo vinse con oltre 20mila voti di scarto: difficilmente vedremo questo squilibrio il prossimo 21 ottobre. Poche speranze per gli altri candidati: il verde George Orr, Azmairnin Jadavji del partito di Bernier e Justine Bell dell’Ndp.

Port Moody—Coquitlam (residenti di origine italiana 7.455 – 8,0%) Sono tre i candidati che possono nutrire legittime speranze di vittoria in questo distretto, orfano del deputato uscente dell’Ndp Fin Donnelly che ha deciso di porre fine alla sua carriera politica. Si tratta di Nelly Shin del Partito Conservatore, della liberale Sara Badiei e della neodemocratica italocanadese Bonita Zarrillo. Completano la lista dei candidati Bryce Watts del Green Party e Jayson N. Chabot del People’s Péarty.

Vancouver Centre (residenti di origine italiana 5.020 – 4,4%) Roccaforte liberale, uno dei pochi distretti considerati ultra sicuri per il partito di Trudeau. E non è difficile capire il perché. La deputata uscente Hedy Fry è in parlamento dal 1993, quando sconfisse in questo collegio l’ex primo ministro conservatore Kim Campbell e da allora ha vinto tutte le otto competizioni elettorali che si sono succedute. A cercare l’impresa ci sono Breen Ouellette dell’Ndp, il tory David G. Cavey, l’ambientalista Jesse D. Brown e Louise A. Kierans del People’s Party.

Vancouver East (residenti di origine italiana 6.525 – 5,9%) In venticinque elezioni, questo distretto nato nel 1935 ha sempre votato a sinistra, eccetto in due casi dove ha virato per il candidato liberale. In questa roccaforte ndippina parte chiaramente come front runner la deputata uscente Jenny Kwan, che nel 2015 ha sostituito la sei volte parlamentare Libby Davies. Gara in salita quindi per l’italocanadese Christopher Corsetti, in corsa con i tory e per il liberale Kyle Demes. Nettamente indietro Bridget N. Burns del Green Party e Karin Litzcke del partito di Bernier.

Vancouver Granville (residenti di origine italiana 3.130 – 3,1%) Impossibile azzardare previsioni in questo collegio creato nel 2015. La deputata uscente è Jody Wilson-Raybould, la “gola profonda” che ha fatto scoppiare lo scandalo SNC Lavalin e che per questo è stata sbattuta fuori dal partito di Trudeau. L’ex ministro della Giustizia in ogni caso ha deciso di candidarsi come indipendente e ha tutte le carte in regola per puntare alla rielezione. Dovrà fare i conti con il candidato liberale Taleeb Noormohamed, con il conservatore Zach Segal e con la neodemocratica Yvonne Hanson.

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