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Il governo in crisi: il ministro Philpott getta la spugna

Il governo in crisi: il ministro Philpott getta la spugna

TORONTO – Il governo liberale perde i pezzi, sull’onda lunga dello tsunami politico e giudiziario del caso SNC-Lavalin.

Ieri il ministro del Tesoro Jan Philpott ha presentato le sue dimissioni, accompagnate da una lunga lettera nella quale spiega come la sua fiducia nei confronti dell’esecutivo sia stata messa a dura prova dalla testimonianza dell’ex Attorney General Jody Wilson-Raybould.

“L’evidenza degli sforzi da parte di politici e funzionari – si legge nella missiva – per fare pressioni sull’ex ministro della Giustizia nel caso criminale che coinvolge la SNC-Lavalin e l’evidenza dei contenuti di questi sforzi hanno fatto sorgere serie preoccupazioni me”.

Il passo indietro del ministro, che aveva assunto l’importante incarico nell’ultimo rimpasto di metà gennaio, rappresenta un durissimo colpo per la compagine di governo e un avvicinamento a quella crisi che potrebbe portare il Paese alle elezioni anticipate.

“I principi solenni che sono qui in gioco – continua Philpott – sono l’integrità e l’indipendenza del nostro sistema giudiziario. È una dottrina fondamentale del nostro Stato di diritto quella che l’Attorney General non debba essere soggetto a pressioni e interferenze politiche riguardanti le sue funzioni. Sfortunatamente, ho perso la fiducia sulla capacità del nostro governo di gestire questa situazione e su come sono state date risposte a queste domande fondamentali”.

Quelle della Philpott…sono le seconde dimissioni nel governo dopo quelle della stessa Wilson-Raybould, che a febbraio aveva rinunciato all’incarico di ministro per gli A. ari dei Veterani. Anche in questo caso, come era già successo per l’ex ministro della Giustizia, la deputata non lascerà il suo seggio parlamentare di Markham-Stou. – ville.

L’impressione, stando alle voci che si stanno rincorrendo nei corridoi del potere a Parliament Hill, è che all’interno del Partito Liberale si stia creando una fronda anti- Trudeau, un gruppo di deputati estremamente critico per quanto è avvenuto nella vicenda SNC-Lavalin e per come è stato gestito il caso nelle settimane successive le clamorose rivelazioni uscite sul Globe and Mail sull’allontanamento della Wilson-Raybould dal dicastero della Giustizia.

Il problema è che mancano poco più di sette mesi al voto federale. La leadership di Trudeau si sta indebolendo con il passare dei giorni ed è possibile che altri ministri decidano di percorrere la stessa strada scelta da Wilson-Raybould dalla Philpott.

Butts domani in commissione.
Sempre ieri è arrivata la conferma che Gerald Butts, ex segretario principale del primo ministro Justin Trudeau, domani si troverà di fronte agli mp della commissione Giustizia, a una settimana di distanza dell’esplosivo deposizione dell’ex ministro della Giustizia Jody Wilson-Raybould.

Fu proprio l’ex Attorney General a tirare in ballo Butts durante la sua testimonianza giurata, raccontando di pressioni politiche e interferenze indebite durate quattro mesi da parte dell’u. cio del primo ministro per cercare un accomodamento extra giudiziario delle pendenze legali della SNC-Lavalin. Accuse queste che sono state respinte da Trudeau ma che stanno alimentando un clima di accuse e veleni tra la maggioranza e le opposizioni e che minacciano seriamente la tenuta del governo federale.

Butts quindi racconterà la sua verità in questa controversa vicenda, presumibilmente difendendo la tesi del primo ministro, quella cioè di un dialogo con l’allora ministro della Giustizia per trovare una soluzione che scongiurasse la perdita di molti posti di lavoro a Montreal. Detto questo, bisogna sottolineare come il caso inizi ad avere un suo peso anche in termini di consenso elettorale.

Stando a un sondaggio presentato dalla Nanos, dopo la testimonianza della Wilson-Raybould un canadese su quattro afferma che la vicenda avrà un peso significativo sul suo voto alle elezioni di ottobre. Ma non solo. Più della metà dei canadesi ritiene che le presunte pressioni da parte del primo ministro e del suo u. cio dovrebbero essere vagliate all’interno di un tribunale penale. Cresce, in sostanza, l’insofferenza dell’elettorato verso il governo liberale e l’atteggiamento di chiusura: al contrario, viene chiesta trasparenza.

E a complicare ulteriormente una situazione già di per sé estremamente ingarbugliata, è giunta la conferma della volontà della stessa Wilson-Raybould a correre nella fi la del Partito Liberale alle prossime elezioni nel suo distretto in British Columbia.

L’annuncio mette Trudeau davanti a un bivio: accettare la candidatura del suo ex Attorney General che gli ha apertamente dichiarato guerra o rifiutarla, alimentando le accuse e le speculazioni di chi ha sposato la tesi delle pressioni indebite nello scandalo SNC-Lavalin?

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