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Guerra delle mozioni, la farsa continua a Parliament Hill 

Guerra delle mozioni, la farsa continua a Parliament Hill 

Guerra delle mozioni, la farsa continua a Parliament Hill 

TORONTO – Continua la guerra delle mozioni alla House of Commons. Una situazione di stallo, quella che si è venuta a creare in parlamento, che ha ormai assunto le sembianze di una farsa, di uno spettacolo teatrale di cattivo gusto e di bassissimo livello.

Il Partito Conservatore ha presentato una seconda mozione, dopo quella bocciata mercoledì dalla maggioranza dei deputati, con la quale si chiede di affidare alla commissione Sanità della Camera dei Comuni un’indagine sulle spese e sulla gestione sanitaria da parte del governo della crisi provocata dalla pandemia.

Anche in questo caso, come era già successo mercoledì, l’esecutivo liberale ha deciso di porre la questione di fiducia sul provvedimento: nel caso in cui la maggioranza dei parlamentari dovesse dare il proprio benestare alla mozione tory – il voto previsto è stato messo in calendario lunedì prossimo – ci sarebbe la crisi di governo e il ritorno alle urne per le elezioni anticipate.

Ma perché parliamo di farsa? Il Canada si trova nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia di Covid-19, milioni di canadesi hanno perso il posto di lavoro, milioni di genitori sono preoccupati per la gestione catastrofica e imbarazzante da parte delle istituzioni e dei provveditorati del ritorno a scuola dei loro figli.

La crisi sanitaria è alle porte, il rischio di nuovi lockdown – come sta accadendo un po’ dappertutto in Europa – è dietro l’angolo e i partiti, tutti i partiti, non trovano niente di meglio da fare che mettere in piedi un tira e molla camuffato dove l’esito è scontato e dove l’unico obiettivo reale è quello di una sterile gara di “celodurismo” di bossiana memoria.

Partiamo da un presupposto. Nessuno, ripetiamo nessuno vuole andare alle urne. Perché non conviene a nessuno, in questo momento. Le opposizioni continuano, ogni giorno, a fare la voce grossa contro il governo, però non fanno nulla per farlo cadere: specchio della loro debolezza – e della debolezza dei loro leader – è questo continuo lamentarsi per la gestione dell’esecutivo di questa crisi sanitaria ed economica che sta attraversando il Paese.

In un anno dalle ultime elezioni, conservatori, neodemocratici, blocchisti e verdi hanno avuto la possibilità di far cadere il governo in svariate occasioni. Le ultime due, con il voto sui contenuti del Discorso del Trono a fine settembre e mercoledì, con la questione di fiducia posta dai liberali sulla mozione tory.

Nulla, il governo è ancora saldamente al timone, con l’ultimo salvataggio in ordine di tempo arrivato dai deputati dell’Ndp, dai tre mp del Green Party e dai parlamentari indipendenti.

La seconda, inutile, mozione dei conservatori avrà il medesimo esito della prima. Ma darà la possibilità a tutti quanti di uscirne bene. Erin O’Toole e Yves-François Blanchet potranno dire di aver cercato di portare alla luce la debolezza del governo, Trudeau avrà mostrata la solidità e la tenuta del suo esecutivo e Jagmeet Singh diventerà il salvatore della patria, per aver evitato il salto nel buio di un voto anticipato durante la pandemia.

Ma in questo periodo, con l’aria che tira, non sarebbe forse il caso di avviare una discussione proficua, un dibattito serio che coinvolga maggioranza e opposizione sul futuro del Paese, sulle sfide poste dalla pandemia, sulla doppia crisi – sanitaria ed economica – in cui siamo impantanati? No, meglio andare avanti con la farsa delle mozioni.