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Giovinco e Altidore demoliscono il Club America

Giovinco e Altidore demoliscono il Club America

TORONTO – Uno, dos, tres. Giovinco e soci fanno abbassare la cresta al secondo team messicano capitato da queste parti. Il Club America venuto a Toronto per suonare (concetto del coach senior Miguel Herrera) è stato suonato per 3-1. Difendere il risultato non sarà facile, il ritorno (martedì 10 aprile) si gioca nel famosissimo stadio Atzeca (ricordate Italia-Germania 4-3 del 1970?) dove gli 80.000 spettatori e l’altitudine faranno sentire il loro peso. 
I padroni di casa per evitare l’eliminazione dovranno imporsi per 2-0. Anche ai Tigres di Monterrey bastava poco per far fuori i Reds di Toronto, ma non fecero i conti con Giovinco che sul palcoscenico internazionale si trasforma, permettete l’esagerazione, da Formica Atomica a Re Leone, da piccoletto a gigante.
Anche nel match di martedì – giocato su un campo infame, in condizioni climatiche estreme, pioggia gelata e vento tempestoso – il minuscolo numero 10 italiano ha fatto la differenza procurandosi e realizzando il rigore del primo gol, “assistendo” Altidore per il raddoppio.
La prima svolta al 9’. Giovinco entra in area palla al piede, finta su Edson Alvarez che lo contrasta facendolo piombare a terra. Il fallo sembra dubbio, ma l’arbitro costaricano Bejerano assegna il rigore tra la disperazione dei messicani. Sul dischetto ci va Giovinco, che la settimana scorsa ne aveva fallito uno. Nell’accettare questa responsabilità il nostro formidabile “paisa’” dimostra: 1) attributi di ferro; 2) in campo comanda lui, in tutti i sensi.
Il lunghissimo portiere argentino del Club America si tuffa laddove gli hanno detto che Giovinco batte i rigori, ma prende solo un ciuffo d’erba. 
La palla di Giovincio entra centrale. 1-0, i messicani non ci stanno. Attaccano a testa bassa e al 21’ pareggiano. Il gol è un pezzo di bravura di Ibarguen che danza tra tre avversari (uno è Bradley, il suo unico errore della sua sontuosa partita) ed infila imparabilmente Bono.
Ora i messicani di credono, ma continuano ad attaccare senza schemi, con poco ordine e lasciano ampi spazi alle ripartenze dei Reds. 
In una di queste ripartenze Giovinco dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno – che come lui non c’è nessuno, che dal suo cilindro può tirare fuori giocate sopraffine. 
Dunque siamo gli sgoccioli del primo tempo. Giovinco tocca per Delgado che gli resituisce la palla. 
La Formica Atomica, al volo di sinistro, senza guardare, taglia in profondità per il suo abituale compagno di merende, Altidore. 
Il bomber n. 17, che fino a quel momento si era visto poco, sciorina la sua giocata migliore: tocco all’esterno del difensore, poi rasoiata a gonfiare il sacco per il 2-1.
Nella ripresa, dopo un parapiglia nel tunnel degli spogliatoi, i messicani continuano con il loro fraseggio senza costrutto. Ci provano con tiri da fuori, ma Bono fa la sua prima, ed unica, parata della partita quando sul finire salva di piede su Peralta che gli era arrivato davanti da solo.
Prima c’era stato il gol del 3-1, orchestrato da una combinazione tra Delado e Auro. Il piccoletto brasiliano centra dalla destra per Altidore, ma sul pallone arriva per primo il difensore nato a Toronto, Morrow, che insacca da dieci metri.
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Il Toronto Fc parte oggi per Città del Messico. Giovinco e i Reds avranno 6 giorni per acclimatarsi. Ma per raggiungere la finale della Champions, versione Concacaf, ci sarà da sudare.
 
 

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