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Ford-Tory, primo incontro dopo le elezioni

Ford-Tory, primo incontro dopo le elezioni

TORONTO – All’incontro di ieri a Queen’s Park il premier dell’Ontario Doug Ford e il sindaco di Toronto John Tory erano tutti sorrisi.

Alla luce delle ostilità passate tra Rob e Doug Ford e Tory e il disaccordo recente per il taglio dei consiglieri comunali, sono sembrati sorrisi di circostanza.

L’incontro però – il primo dopo le elezioni di ottobre – c’è stato.

I leader hanno discusso per un’ora le priorità condivise e argomenti chiave come i trasporti pubblici, la necessità di case popolari e la sicurezza dei cittadini ma dopo il meeting non hanno rilasciato nessuna dichiarazione ai giornalisti.

L’incontro di ieri è avvenuto appena un giorno dopo che il consiglio comunale di Toronto ha votato per raddoppiare i budget per l’organico – da 241mila dollari a 482mila – per poter far fronte al carico di lavoro dei collegi elettorali derivante dalla riduzione del consiglio che da 47 è passato a 25 consiglieri.

Anche i budget di spesa per gli uffici dei membri del consiglio sono aumentati, passando da $34mila a 50mila.

Lo scorso settembre Ford aveva affermato che nonostante le tensioni esistenti il suo rapporto con il primo cittadino ed il consiglio di Toronto non aveva finito per essere danneggiato”.

Di certo questa mossa del consiglio alla sua prima seduta non è piaciuta al premier dell’Ontario che aveva messo in conto – con il taglio del numero dei consiglieri – risparmi per ben 25 milioni di dollari spalmati su quattro anni.

Il consiglio – con il voto di 18-8 – ha invece deciso di cancellare con un colpo di spugna la promessa fatta dal premier Ford agli elettori a spese dei consiglieri.

Dopo il meeting con il sindaco Tory di ieri mattina nel pomeriggio Ford ha raggiunto Montreal per incontrare nel primo pomeriggio il primo ministro Trudeau ed alle 7 di sera prendere parte al meeting con Trudeau e i premier.

Per tutto il pomeriggio di ieri si sono rincorse voci secondo le quali Doug Ford avrebbe potuto dare buca a causa dell’agenda che non prevedeva temi come la carbon tax, lavoro, immigranti illegali ai confini tra Usa e Canada e cannabis. «In agenda debbono esserci le priorità, non andiamo lì per ascoltare la lezione impartita dai ministri di Trudeau», ha tuonato ieri mattina Ford.

Secondo l’ufficio del primo ministro Trudeau il premier dell’Ontario avrebbe cercato anche di fare pressione su altri premier spingendoli a boicottare il meeting.

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