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Endorsement pesanti per MacKay, ma c’è il nodo dell’Ovest

Endorsement pesanti per MacKay, ma c’è il nodo dell’Ovest

Endorsement pesanti per MacKay, ma c’è il nodo dell’Ovest

TORONTO – Calma piatta nella corsa alla leadership del Partito Conservatore. Almeno in apparenza. Dopo l’annuncio di Peter MacKay del 15 gennaio, gli altri big papabili non hanno sciolto le loro riserve.

Ma è evidente che lontano dalle telecamere e dai riflettori il lavoro è febbrile: si riallacciano rapporti, si discutono potenziali alleanze, si cerca di trovare un terreno comune per costruire e lanciare una campagna che abbia qualche possibilità di successo, adesso che il candidato da battere fa parte ufficialmente della lista di potenziali successori di Andrew Scheer.

Ecco allora che cresce l’attesa per i probabili annunci – che dovrebbero arrivare questa settimana – dei deputati federali Pierre Poilievre ed Erin O’Toole, che stanno lavorando alla loro campagna sin dal passo indietro del leader dimissionario Scheer.

Ma è evidente che l’attesa è resa più lunga anche dai silenzi di Rona Ambrose, ex leader ad interim del partito che non ha ancora preso una decisione ufficiale in merito alla sua candidatura. E le ragioni sono abbastanza comprensibili.

È scontato che il candidato da battere, in questa corsa che culminerà con la convention di Toronto del 27 giugno, è e sarà MacKay: per esperienza politica, per i ruoli chiave ricoperti durante i vari governi Harper – tra gli altri, ministro della Giustizia, della Difesa e degli Esteri – e per la capillare rete di solidi rapporti con la classe dirigente del partito e con la base nelle singole associazioni locali.

Ma allo stesso tempo la candidatura di MacKay non sembra una risposta credibile alla questione delle province dell’Ovest, al malessere emerso negli ultimi mesi in Alberta, Saskatchewan, Manitoba e British Columbia. Un malcontento generalizzato accompagnato dalla nascita di un nuovo partito politico – il Wexit – che ha un unico punto nella sua piattaforma programmatica: la recessione dal Canada.

In questo contesto una candidatura come quella della Ambrose potrebbe avere un forte appeal nell’Ovest canadese: nata a Ronalee Chapchuk, in Alberta, l’ex deputata ha rappresentato dal 2004 al 2017 i distretti di Sturgeon River-Parkland e Edmonton-Spruce Grove, sempre in Alberta.

Ambrose conosce quindi molto bene le ragioni di questo sentimento di antipolitica che si sta diffondendo come un virus, alimentato dalla crisi economica e dalla disillusione verso il governo federale e verso questa classe dirigente. Ed è quindi per questo che l’ex leader ad interim, che ha avuto in mano le redini del partito per 18 mesi, non ha ancora escluso una sua candidatura alla corsa.

Nel frattempo, comunque, sono arrivati i primi endorsement di un certo peso per MacKay: si tratta dei deputati federali Dean Allison e Blaine Calkins e dell’ex ministro federale Ed Fast, che si vanno ad aggiungere a quelli dell’ex candidato alla leadership Bryan Brulotte e del ministro dell’Ontario Greg Rickford.