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Elezioni suppletive, test sul governo in piena pandemia

Elezioni suppletive, test sul governo in piena pandemia

Elezioni suppletive, test sul governo in piena pandemia

TORONTO – È scattato il conto alla rovescia per le elezioni suppletive. L’appuntamento alle urne del 26 ottobre per i distretti di Yorke Centre e Toronto Centre rappresenterà un test significativo per il governo liberale, in due distretti che nel 2019 erano stati vinti dall’ormai ex ministro delle Finanze Bill Morneau e da Michael Levitt. Pur essendo due circoscrizioni che storicamente sorridono ai grit, in questa tornata elettorale potremmo avere delle sorprese. E questo per una lunga serie di motivi che vale la pena analizzare.

Toronto Centre. I liberali hanno conquistato questo distretto ininterrottamente dal 1993, per undici elezioni consecutive. Ai nastri di partenza il partito del primo ministro Justin Trudeau parte con un leggero vantaggio, rafforzato anche dalla notorietà della candidata che è stata scelta per raccogliere il testimone di Morneau.

Si tratta di Marci Ien, giornalista e volto televisivo di CTV. I conservatori cercheranno l’impresa con Benjamin Gauri Sharma, ma tutta l’attenzione sarà rivolta ad Annemie Paul, neoeletta leader del Green Party che cerca con questa byelection di entrare in parlamento dopo aver raccolto lo scettro di Elizabeth May lo scorso fine settimana.

L’ago della bilancia sarà rappresentato dall’Ndp. Ufficialmente i neodemocratici hanno candidato Brian Chang, che nel voto del 2019 raccolse circa il 22 per cento delle preferenze. Ma lunedì scorso la stessa May ha lanciato un appello per la creazione di un patto di desistenza tra Verdi e Ndp per permettere l’elezione della Paul, prima donna di colore alla guida di un partito federale. Per ora Jagmeet Singh non ha dato il suo via libera.

Yorke Centre. Qui può succedere di tutto, anche se i liberali partono leggermente avvantaggiati. Se non altro perché il distretto è un feudo grit, che lo hanno detenuto sin dal 1965 con la breve parentesi del 2011- 2015, quando a vincere fu il conservatore Mark Adler.

Il Partito Liberale, orfano dell’ex deputato Michael Levitt, candida Ya’ara Saks, un’attivista molto conosciuta nella comunità della zona. I conservatori, dal canto loro, hanno deciso di provare a giocarsi la carta etnica, candidando Julius Tiangson, che nel 2015 con la sua candidatura a Mississauga – senza successo – divenne il primo canadese di origine filippina a tentare di entrare a Parliament Hill.

Secondo l’ultimo censimento datato 2016, nel distretto federale vivono poco meno di 18mila canadesi di origine filippina, pari a più del 17 per cento. Con una mobilitazione di massa, Tiangson potrebbe giocarsi le sue carte.

Ma a complicare le cose è arrivata anche la conferma della candidatura di Maxime Bernier, ex ministro dell’era Harper e leader del People’s Party. Bernier alle elezioni del 2019 non era riuscito a farsi eleggere in parlamento, candidandosi in un distretto in Quebec. Ora prova la grande avventura in una circoscrizione di Toronto.