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Elezioni più lontane: Singh sosterrà il Discorso dal Trono

Elezioni più lontane: Singh sosterrà il Discorso dal Trono

Elezioni più lontane: Singh sosterrà il Discorso dal Trono

TORONTO – I canadesi non torneranno alle urne nei prossimi mesi. È questo l’effetto del sì condizionato di Jagmeet Singh al Discorso del Trono della scorsa settimana, alla luce di una serie di cambiamenti che il governo liberale ha presentato su tre provvedimenti in discussione alla House of Commons finalizzati agli aiuti da stanziare alle famiglie, alle imprese e ai lavoratori canadesi. I 24 deputati dell’Ndp diventano così l’ago della bilancia per la sopravvivenza del governo guidato da Justin Trudeau.

Il primo ministro, dopo una prima fase nella quale non voleva rimettere le mani sui tre provvedimenti, ha deciso di cedere al pressing del leader neodemocratico.

Singh, da parte sua, ha accolto molto positivamente il cambio di rotta del leader liberale, ma ha anche lasciato intendere che la fiducia al governo rimane condizionata.

“Abbiamo convinto il governo – ha dichiarato Singh – ad aumentare il numero di persone che potranno ricevere gli assegni di malattia sul lavoro. Per il nostro partito è un momento storico. Posso dire che sosterremo il Discorso dal Trono. Allo stesso tempo rimangono alcune preoccupazioni riguardo il comportamento dei liberali: troppe parole vuote, molto spesso non seguite dai fatti e dalle azioni. In ogni caso, se queste intenzioni annunciate dal primo ministro troveranno davvero sostanza nelle misure in discussione in parlamento, voteremo a favore delle nuove leggi e daremo la fiducia sul Discorso dal Trono”.

Nelle ultime settimane era circolata a più riprese l’ipotesi di una crisi di governo. L’occasione per le opposizioni si era presentata la scorsa settimana, con la presentazione al Senato del nuovo programma di governo dell’esecutivo Trudeau.

I conservatori avevano assunto una posizione ambigua. In un primo momento il nuovo leader Erin O’Toole aveva ammesso di non essere interessato ad andare al voto anticipato ad appena un anno di distanza dalle elezioni federali del 2019.

Il 23 settembre, poi, c’è stato un repentino dietrofront e O’Toole ha annunciato il voto contrario dei Conservatori: una posizione che, se supportata anche dal Bloc Quebecois e dall’Ndp, avrebbe di fatto decretato la crisi di governo e le elezioni anticipate.

Ora la mossa di Singh dà ossigeno all’esecutivo liberale, che nelle prossime settimane dovrà mettere a punto il piano di rientro dal deficit, salito alla quota record di 383 miliardi di dollari.

Allo stesso tempo, come ha annunciato la governatrice Julie Payette durante il Discorso dal Trono, il governo dovrà fare i conti con l’impatto sull’economia e sulla sanità della pandemia di Covid, con il rischio di nuovo lockdown dietro l’angolo.