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Elezioni Federali, è sempre testa a testa

Elezioni Federali, è sempre testa a testa

TORONTO – In inglese si dice ’too close to call’, in italiano ’testa a testa’. Il concetto è lo stesso. A poco meno di undici settimane, o 76 giorni esatti, dal voto del prossimo 22 ottobre, liberali e conservatori sono in virtuale parità.

Ad indicarlo è l’ultimo sondaggio – in ordine di tempo – effettuato dalla Mainstreet Research, secondo il quale il partito guidato dal Primo Ministro Trudeau sarebbe al 34,5%, mentre i conservatori di Scheer otterrebbero il 34,1% del favore degli elettori, se si votasse oggi.

Medesima parità è quella che vede i neodemocratici di Jagmeet Singh spalla a spalla con i verdi guidati da Elizabeth May, entrambi all’11,1%. Molto distanziati il bloc québécois, fermo al 4,4%, mentre il partito recentemente fondato dal transfuga conservatore, Maxime Bernier, si attesta al 3,3% a livello nazionale. Il margine di errore su questo sondaggio – effettuato su 2.463 potenziali elettori – è da considerare, secondo gli esperti della Mainstreet Research, intorno all’1,97%.

Risulta quindi ad oggi impossibile indicare un vincitore certo per le consultazioni di ottobre, che – molto probabilmente – potrebbero inoltre partorire un governo di minoranza.

Rispetto al precedente sondaggio, effettuato dalla stessa agenzia, i liberali subirebbero una lievissima flessione, pari al mero 0,5%, mentre i conservatori crescono dello 0,9 tra gli elettori che si definiscono certi della loro scelta.

Quito Maggi, presidente e CEO della Mainstreet, conferma che “i dati sono molto simili a quelli registrati a luglio, ma indicano ad ogni modo un trend che fa immaginare una corsa sempre più vicina tra i due principali contendenti”.

Sempre secondo il sondaggio, in Ontario, i liberali sarebbero invece largamente in testa, con il 43,2% degli intervistati, con i conservatori ad inseguire con il 30,5 di coloro i quali si dicono certi della propria scelta elettorale. L’NDP si attesta al 12,5% dei favori, mentre ai verdi andrebbe il 9,8 ed ai populisti di Bernier il solo 2,8.

Anche in Quebec il partito di Trudeau guida con il 34,5%, mentre i tories seguono distanti al 23,3, con il bloc al 18,6, i neodemocratici al 9,3, i verdi all’8,9 ed il PPC al 4,4% dei potenziali elettori.

La competizione tra liberali e conservatori sembra ancor più serrata nelle province atlantiche – se sommate insieme – con i liberali che si attestano al 38,6% ed i conservatori al 36,1. Nello specifico, in British Columbia il partito di Scheer guida col 33,8, mentre i grits di Trudeau seguono al 26,3.

Nell’Alberta – sempre secondo il medesimo sondaggio – i conservatori otterrebbero una maggioranza nettissima, con il 56,4% del favore dell’elettorato, con i liberali ad inseguire col 20,3.

Maggi sottolinea come, alla luce di questi dati, “i liberali conquisterebbero nuovi seggi in Ontario, ma ne perderebbero diversi in British Columbia e nelle province Marittime”.

Per fasce d’età, i liberali sembrano prevalere tra gli elettori che hanno tra i 18 ed i 35 anni, e per quelli oltre i 65 anni, mentre i conservatori sarebbero in testa tra chi ha tra i 35 ed i 49 anni, e tra i 50 ed i 64 anni.

Per generi, le donne preferirebbero i liberali col 37,5% ed i conservatori al 29,3, mentre gli uomini privilegiano i tories col 39% ed i grits al 31,4.

Giorgio Mitolo

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