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Dazi sulle automobili: fronte Ue-Canada per frenare Trump

Dazi sulle automobili: fronte Ue-Canada per frenare Trump

TORONTO – Mettere in piedi una strategia comune contro la possibile imposizione di dazi doganali negli Usa sulle auto prodotte all’estero. È questo l’obiettivo dell’incontro che avrà luogo oggi a Ginevra al quale prenderanno parte rappresentanti del Canada, dell’Unione Europea, del Giappone, del Messico e della Corea del Sud. Si tratta, esclusi gli Stati Uniti, dei principali Paesi produttori di automobili e questo testimonia il clima di grande preoccupazione che regna nel settore auto e in quello della componentistica di fronte alla minaccia lanciata da Donald Trump di imporre dazi doganali fino al 20 per cento per le auto fabbricate e assemblate in Asia e nel Vecchio Continente e poi esportate negli States. Al momento le autovetture prodotte al di fuori degli Stati Uniti e degli altri Paesi Nafta sono soggette a un sovrapprezzo del 2,5 per cento, che diventa il 25 per cento per Suv e pick-up.
E proprio il nodo della localizzazione della produzione nel settore auto e nella componentistica in questi mesi ha rappresentato uno dei principali impasse tra quelli che hanno frenato il possibile accordo sul Nafta 2.0.
Al vertice ginevrino, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbero partecipare tra gli altri il vice ministro messicano dell’Economia Juan Carlos Baker, il vice ministro canadese al Commercio Timothy Sargent e il vice ministro degli Esteri giapponese Kazuyuki Yamazaki. Ai lavori, inoltre, sarà presente anche il Direttore generale del World Trade Organization (WTO) Roberto Azevedo.
Il vertice arriva in un periodo di grande instabilità commerciale a livello mondiale, a causa delle politiche avviate da Trump che hanno mandato in frantumi gli equilibri che si erano venuti a creare negli ultimi decenni.
Il presidente americano negli ultimi mesi ha avviato una guerra commerciale con la Cina, ha imposto pesanti tariffe doganali sul ferro e sull’acciaio proveniente dall’Unione Europea e dal Canada, ha di fatto bloccato a più riprese le trattative sull’approvazione del nuovo Nafta. Ora, la possibile apertura di un nuovo fronte su un settore chiave come quello automobilistico alimenterà le tensioni nei confronti di Washington.
D’altro canto, i Paesi colpiti dai dazi doganali americani hanno risposto prontamente: sia l’Ue che il Canada hanno attivato contromisure pesantissime, con dazi su una lunga serie di prodotti americani.
Ma come continuano a sottolineare gli analisti, questa nuova ventata protezionistica è destinata a non avere vincitori, in quanto provocherà scompensi sia per gli Stati che hanno approvato i dazi sia per i Paesi che li stanno subendo.

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