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Bergen non ci candida, pressing su John Baird: sarà lui l’anti-MacKay?

Bergen non ci candida, pressing su John Baird: sarà lui l’anti-MacKay?

Bergen non ci candida, pressing su John Baird: sarà lui l’anti-MacKay?

TORONTO – Il 6 febbraio 2006 iniziò in Canada l’era Harper.

Dopo la vittoria alle elezioni del 23 gennaio, il leader conservatore divenne primo ministro, ruolo che avrebbe poi ricoperto ininterrottamente per nove anni lungo tre legislature. Con lui entrò al governo un ristretto drappello di politici tory che costituirono la spina dorsale dei tre esecutivi conservatori prima della vittoria di Justin Trudeau alle elezioni del 2015.

Stiamo parlando di Peter MacKay, Jason Kenney, Tony Clement e John Baird.

Oggi, a quattordici anni di distanza, il Partito Conservatore è alla ricerca di una leadership forte e autorevole, dopo la breve parentesi di appena due anni di Andrew Scheer e una buona parte della classe dirigente sta guardando proprio all’ex “cerchio magico” di Stephen Harper per ritornare ai fasti del passato.

MacKay ha deciso di candidarsi alla leadership, Jason Kenney ha preferito rinunciare alla sfida e mantenere il suo incarico di premier dell’Alberta, Clement ha lasciato da tempo la politica attiva dopo lo scandalo a sfondo sessuale emerso durante la scorsa legislatura.

Baird, invece, potrebbe essere la grande sorpresa di questa corsa alla leadership: se si candidasse, diverrebbe immediatamente lo sfidante principale di MacKay.

Nelle ultime settimane il nome di Baird non era circolato tra quelli dei papabili alla successione di Scheer. Anzi, l’ex ministro aveva deciso di farsi carico della macchina organizzativa per la candidatura di Pierre Poilievre.

Allo stesso tempo Baird, su richiesta dell’attuale dirigenza tory, aveva stilato un dettagliato rapporto sulle cause della sconfitta elettorale dello scorso 21 ottobre.

La scorsa settimana però c’è stato il clamoroso passo indietro di Poilievre, che ha deciso di non candidarsi e da quel momento sarebbero aumentate le pressioni verso Baird da parte di numerose personalità di primo piano della galassia conservatrice per una sua candidatura.

La conferma è giunta da Jason Lietaer, analista politica d’area conservatrice, che alla Cbcha ammesso che l’ipotesi di una discesa in campo di Baird non è affatto campata in aria.

“Sta ricevendo numerose telefonate, e sta rispondendo. C’è un sacco di gente che gli sta chiedendo di riconsiderare la sua decisione di non candidarsi. Per molta gente potrebbe rappresentare una svolta nella corsa. Quanto fatto in passato, la sua competenza e la sua abilità comunicativa lo porterebbero ad essere un peso massimo nella corsa”.

Baird è stato deputato dal 2006 al 2015. Ha ricoperto numerosi incarichi di governo: è stato ministro del Tesoro, delle Infrastrutture, dell’Ambiente, degli Esteri e capogruppo alla Camera. In ogni caso la corsa alla leadership perde per strada un’altra potenziale candidatura di peso.

Candice Bergen, attuale capogruppo conservatore alla House of Commons, ha confermato che non si candiderà. Il suo nome è circolato per settimane tra quelli potenzialmente in corsa, ma la diretta interessata, dopo aver preso del tempo per pensarci, ha deciso di non presentarsi.