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Baird ci pensa, metà partito aspetta candidatura forte

Baird ci pensa, metà partito aspetta candidatura forte

Baird ci pensa, metà partito aspetta candidatura forte

TORONTO – L’elettorato conservatore attende un’altra candidatura di peso alla leadership. E una buona metà del partito non si fida ciecamente di Peter MacKay.

Partendo da questi due dati, messi in luce anche nell’ultimo sondaggio realizzato dalla Leger, il possibilismo espresso da John Baird riguardo la sua eventuale discesa in campo assume un valore particolare: potrebbe davvero essere lui l’anti-MacKay nella corsa alla leadership che si concluderà il prossimo 27 giugno a Toronto.

La scorsa settimana è arrivato un segnale importante. Jason Kenney, premier dell’Alberta e influente opinion maker all’interno della galassia tory canadese, ha di fatto dato il suo sostegno indiretto all’ex collega di governo.

“Baird sarebbe un ottimo leader di partito – ha dichiarato Kenney – un valore aggiunto che allargherebbe anche il dibattito durante la corsa alla leadership”.

Non si tratta di un endorsement nel vero senso della parola, ma poco ci manca. E il sostegno del premier dell’Alberta avrebbe poi un significato ulteriore. Kenney in questi mesi è diventato il portavoce del malessere che si respira nelle province dell’Ovest: il suo appoggio a un candidato avrebbe un peso enorme.

Baird, dal canto suo, continua a giocarsi una doppia partita. Da un lato preferisce non scoprire le carte, dall’altro non smentisce il suo interesse. Anzi, tutt’altro. “Apprezzo molto i commenti fatti dal premier Kenney – ha dichiarato – Sta facendo un lavoro fenomenale in Alberta ed è stato un buon amico e collega quando eravamo a Ottawa. In questo momento ovviamente sto rispondendo alle telefonate che arrivano, sto valutando le mie opzioni, ma ancora non ho preso una decisione. Non escludo nulla”.

Eppure Baird ha già in testa, per filo e per segno, l’eventuale direzione che vorrebbe prendere alla guida dei tory canadesi.

“Prima di tutto – ha sottolineato – dobbiamo essere un Partito Conservatore moderno. Allo stesso tempo dobbiamo rimanere fedeli ai nostri valori e principi conservatori. Non penso che potremmo vincere se fossimo una versione annacquata dei liberali. Dobbiamo essere veramente blu”.

Ma non solo. Baird analizza alcune ragioni della sconfitta nel voto di ottobre e passa al setaccio le possibili soluzioni. “Abbiamo miseramente fallito in Ontario e nella Gta – aggiunge – per questo dobbiamo avere un programma che possa generare interesse anche nelle periferie di tutte le città del nostro Paese”.

La candidatura di Baird potrebbe spostare gli equilibri di questa corsa alla leadership, che per ora ha in MacKay l’unico candidato di peso.

Secondo Leger in questo momento il MacKay gode del sostegno del 42 per cento della base conservatrice, seguito da Michelle Rempel (che peraltro non si è ancora candidata) al 6 per cento, da Erin O’Toole al 4 per cento e da Marilyn Gladu al 2 per cento.

Il 45 per cento degli elettori della destra canadese non ha ancora deciso. Ed è su questa fetta di sostenitori che Baird potrebbe costruire la sua corsa alla leadership.

Ad oggi, oltre MacKay, si sono candidati Richard Décarie, Marilyn Gladu, im Karahalios, Clayton Knutzon, Leslyn Lewis, Rick Peterson, Aron Seal, Derek Sloan e Bobby Singh.