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A Ottawa è ancora muro contro muro

A Ottawa è ancora muro contro muro

TORONTO – Il suo nome continua ad essere sulla bocca di tutti. Dal 7 febbraio essere sulla bocca di tutti. Dal 7 febbraio, giorno in cui il The Globe and Mail ha riportato, citando fonti anonime, che l’Ufficio del Primo Ministro sotto la guida di Trudeau, aveva esercitato pressioni per la vicenda SNC-Lavalin, l’allora procuratore generale Jody Wilson-Raybould trova spazio sulle prime pagine dei giornali.

Ieri, per esempio, la Wilson-Raybould ha affermato che il governo dovrebbe prendere in considerazione un’indagine sulla fuga di notizie riguardo la nomina di un nuovo giudice della Corte Suprema.

“Condanno fermamente chiunque possa parlare o fornire informazioni su questioni delicate – ha dichiarato – questo deve fi nire e, data la gravità della questione, ritengo che si debba prendere in considerazione l’ipotesi di una sorta di indagine sulla fonte di queste informazioni”.

Lunedì, citando fonti anonime, CTV News e The Canadian Press hanno riferito che Trudeau era in disaccordo con la scelta di Wilson-Raybould di sostituire nel 2017 Beverley McLachlin con il giudice del Manitoba Glenn Joyal: Trudeau avrebbe respinto questa scelta perché considerava Joyal poco progressista e ha nominato invece il giudice dell’Alberta Sheilah Martin. Da quel momento i rapporti tra primo ministro e Wilson-Raybould iniziarono ad incrinarsi.

Nella vicenda, sempre in base alle notizie trapelate, l’ex Attorney General non ne esce a testa alta: il suo piano, sembra prevedesse, la sostituzione di Joyal alla Manitoba Court of Queen’s Bench con un giudice indigeno.

Ieri, intanto è iniziata la traduzione in francese dei messaggi e delle email sottoposti dall’ex Attorney General alla Commissione Giustizia della House of Commons a sostegno delle sue dichiarazioni nella vicenda SNC-Lavalin. Il Clerk della Commissione Giustizia ha previsto che nel tardo pomeriggio di oggi i documenti potranno essere resi pubblici.

Dopo lo scandalo SNC-Lavalin e il disaccordo con Trudeau sulla nomina del giudice ieri è spuntato un caso di malagiustizia ai danni di un uomo di Halifax che ingiustamente condannato per omicidio, ha aspettato ben 18 mesi per essere scagionato dall’accusa: il suo caso, ha detto l’avvocato dell’uomo Glen Assoun, “è rimasto sulla scrivania dell’ex ministro della giustizia Jody Wilson-Raybould”.

Mentre la Wilson-Raybould non ha fatto in pratica il suo lavoro, David Lametti ha ordinato un nuovo processo il 28 febbraio, appena sette settimane dopo essere subentrato alla Wilson-Raybould come ministro della Giustizia. Il giorno seguente – dopo un nuovo processo di cinque minuti in cui l’accusa non ha presentato prove – Assoun è tornato ad essere un uomo libero.

Sean MacDonald – uno degli avvocati di Innocence Canada, un’organizzazione senza scopo di lucro impegnata a scagionare le persone condannate ingiustamente e che ha trascorso anni a cercare di dimostrare l’innocenza di Assoun – non ha voluto entrare nel merito della gestione del caso da parte di Wilson-Raybould ma ha detto che «Glen Assoun è innocente al cento per cento e ha sofferto ogni giorno mentre aspettava che fosse riconosciuta la sua innocenza. Posso solo dire che il Ministro Lametti ha lavorato celermente per assicurarsi che giustizia fosse fatta».

La Wilson-Raybould non ha confermato o negato il lungo ritardo nell’affrontare il caso di Assoun, ma ha fatto notare che il suo fosse solo uno dei tanti casi di condanna ingiusta giunto sulla sua scrivania. Rimane il fatto che un’attesa lunga un anno e mezzo è difficile da giustificare.

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