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Ceta, Di Maio: “No all’accordo con il Canada”

Ceta, Di Maio: “No all’accordo con il Canada”

ROMA – “Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà”.
Il vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, lo ha detto durante il suo intervento all’assemblea di Coldiretti, l’associazione degli agricoltori guidata da Roberto Moncalvo. La Coldiretti è da sempre contraria al Comprehensive Economic and Trade Agreement con il Canada, a differenza di Cia e Confagricoltura che lo giudicano un accordo perfettibile ma comunque preferibile a nessun accordo, un’opportunità “importante” per il sistema agroalimentare italiano.
Il trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea entrato in vigore il 21 settembre 2017, è attualmente in fase di ratifica da parte dei Paesi Ue. Di Maio ha detto che “se anche uno solo dei funzionari italiani all’estero continuerà a difendere trattati come il Ceta sarà rimosso”.
Le reazioni non si sono fatte attendere.
Per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, “sarebbe un grave errore” chiudere al Ceta.
“Se con quel trattato di libero scambio l’Italia esporta di più, è una questione di interesse nazionale. Se esporta di meno, evidentemente no – ha spiegato Boccia, parlando a margine della Graduation Ceremony della Luiss Business School, a Roma -. Secondo i dati, apre e non chiude all’Italia: bisogna quindi interpretarlo in una chiave d’interesse nazionale e non categoriale”, cioé di una singola categoria, come possono essere i produttori agricoli, che si sono spesso schierati contro.
“All’Italia conviene il Ceta — ha concluso Boccia — siamo un Paese ad alta vocazione all’export. Attraverso l’export creiamo ricchezza”.
Più cauto il ministro dell’Economia Giovanni Tria che da Bruxelles, dove si trovava per l’Ecofin, interpellato sul tema ha messo le mani avanti pur non chiudendo la porta al Ceta: “Non ho seguito il dossier, credo che sia sempre un bene avere degli accordi commerciali, ma bisogna vedere come si fanno”.
“Non ho studiato il contenuto e i particolari e non posso entrare nel dettaglio — ha detto — quindi non so se come è concepito c’è qualcosa che va o che non va. La mia opinione è che il libero commercio, che si estende anche agli accordi commerciali è una buona cosa, poi bisogna vedere come si fanno”.
Nel suo intervento alla Coldiretti Di Maio ha spiegato che “essere qui per me significa rivendicare un po’ di sano sovranismo, in un momento in cui in Europa e in Italia sembra che preoccuparsi degli affari nostri sia una brutta cosa. Se ti occupi del prodotto italiano sul mercato, cerchi di difenderlo, cerchi di difendere le eccellenze, allora sei populista”.
“In realtà coloro che per anni hanno portato avanti queste teorie — ha proseguito Di Maio — le hanno pagate con il Ttip, con il Ceta. E poi chissà quanti altri tentativi faranno altri Paesi di entrare nella nostra economia. Intendiamoci: gli altri fanno il loro lavoro, siamo noi che dobbiamo difenderci e difendere l’Italia e l’economia italiana” ha concluso il vicepremier del governo giallo-verde.

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