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Vertenza scuola, Ford ribadisce il pugno duro

Vertenza scuola, Ford ribadisce il pugno duro

Vertenza scuola, Ford ribadisce il pugno duro

TORONTO – Pugno duro del premier. Doug Ford non ci gira attorno e attacca i sindacati degli insegnanti accusandoli di “cattiva leadership” e invitandoli ad abbandonare la speranza di un aumento di stipendio del 2%.

Ieri, poco dopo che gli insegnanti elementari pubblici dell’Ontario hanno annunciato un secondo giorno di sciopero la prossima settimana, il premier ha parlato con i giornalisti.

La Elementary Teachers’ Federation of Ontario ha inviato un memo a tutti i suoi 83mila membri, dicendo che se non si raggiunge un accordo con il governo provinciale le scuole dei provveditorati di Superior Greenstone (Thunder Bay area), Renfrew, Grand Erie e Trillium Lakelands (Haliburton/Kawartha) rimarranno chiuse.

Il sindacato dei maestri aveva già annunciato uno sciopero di un giorno lunedì a Toronto – sia nei provveditorati pubblici che in quelli cattolici (dove il sindacato rappresenta gli educatori della prima infanzia), Ottawa e la York Region.

Martedì gli aderenti all’ETFO si uniranno a tutti gli insegnanti delle scuole cattoliche della provincia, così come agli insegnanti delle scuole superiori pubbliche e al personale di supporto di 13 provveditorati, che incroceranno le braccia.

Il mondo della scuola – con le agitazioni di ben quattro sindacati del settore – sta sprofondando ogni giorno di più nel caos ma il premier rimanendo saldo sulle sue posizioni ha ribadito che – piaccia o no – un aumento dell’uno per cento è tutto quello che la provincia, impegnata nell’azzerare il deficit, può offrire.

A far le spese per gli scioperi a rotazione degli insegnanti che costringono i genitori ad assentarsi dal lavoro, ha messo in chiaro Ford, è l’economia della provincia.

Non le ha mandate a dire il premier che ha giudicato “cattiva” la leadership dei sindacati accusandoli di tenere “in ostaggio” i genitori dell’Ontario con la loro escalation di scioperi. «Penso che non abbiano una buona leadership. Vogliono solo discutere a prescindere dal premier, indipendentemente dal governo al potere», ha detto.

La precettazione, ha aggiunto il premier, non è ancora in programma. «Vedremo, questo è l’ultimo passo. Quello che vogliamo davvero fare è giungere a un accordo», ha tagliato corto.

Per la prima volta in oltre due decenni, i principali sindacati scolastici della provincia sono tutti coinvolti in vertenze contemporaneamente. «Non è mai successo che tutti i sindacati degli insegnanti abbiano inscenato scioperi contemporaneamente. Non credo che Doug Ford abbia messo in conto che genitori, insegnanti e studenti avrebbero lottato in questo modo per proteggere l’istruzione pubblica», ha detto la critica all’Istruzione dell’NDP Marit Stiles.