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Time to Care Act supera il primo scoglio

Time to Care Act supera il primo scoglio

Time to Care Act supera il primo scoglio

TORONTO – Chi la dura la vince recita un proverbio. Finalmente l’Ndp ce l’ha fatta. È passato ieri all’unanimità, in seconda lettura, il Time to Care Act, Bill 13. Il progetto di legge verrà ora deferito alla commissione per le audizioni pubbliche prima della terza lettura e della votazione finale per renderlo legge.

La soddisfazione della leader del partito Andrea Horwath e dei deputati è immensa. «È fantastico vedere il Time to Care Act passare in seconda lettura. Sfortunatamente, questa è la quarta volta che l’NDP ha dovuto presentare questo disegno di legge di importanza cruciale che i governi precedenti hanno lasciato morire quando è giunto in commissione», è stato il commento del parlamentare neodemocratico, Tom Rakocevic.

Quello che con il disegno di legge privato si vuole garantire agli anziani nelle case di cura a lunga degenza, è almeno 4,1 ore di assistenza personale ogni giorno. «Finora migliaia di anziani sono morti nelle case di cura a lunga degenza durante la pandemia e queste morti avrebbero dovuto essere prevenute. Per gli anziani vulnerabili e i loro cari, è essenziale che il Time to Care Act diventi legge – ha aggiunto il battagliero deputato provinciale per il distretto di Humber River – Black Creek – vigileremo, e riterremo il governo responsabile, per assicurarci che ciò accada».

E mentre Tom Rakocevic avverte il governo che l’NDP terrà gli occhi aperti, la Chief Public Health Officer, Theresa Tam, ritiene che si possa comunque evitare il ripetersi della strage di anziani avvenuta nelle case di cura durante la prima ondata. La scorsa primavera, in queste strutture è risultato positivo quasi l’80% di tutte le persone che hanno contratto l’infezione.

«È stato fatto tutto per impedire il ripetersi di quanto è accaduto durante la prima ondata – ha detto Tam – nelle strutture che ospitano la popolazione più vulnerabile del Paese ci sono ora un maggiore sostegno e delle regole più severe».

Secondo l’ufficiale sanitario capo del Canada basta attenersi al protocollo per evitare i contagi in queste strutture. «Penso che abbiamo una serie di norme migliori per il controllo e la prevenzione delle infezioni all’interno di queste strutture, linee guida che devono essere seguite diligentemente».

Intanto però, anche in questa seconda ondata della pandemia il Covid-19 si è fatto strada in 83 LTCH della provincia: gli anziani che lo hanno contratto sono 419, 283 sono i membri dello sta. infettati mentre finora gli anziani deceduti in queste case di cura sono 1.938.

A riportare nuove infezioni sono state ieri, tra le altre, la case di cura Rapelje Lodge di Welland, la Gilmore Lodge di Fort Erie e la River Road Retirement Residence, la Meadows of Dorchester e Millennium Trail Manor che si trovano a Niagara Falls.

Proprio quest’ultima casa di cura, a causa delle difficoltà che sta incontrando nel gestire un focolaio del virus, è stata commissariata dal governo: l’incarico di gestire temporaneamente la struttura è stato affidato dal ministro del Long Term Care, Merrilee Fullerton, al Niagara Health System. Il ministro ha preso il provvedimento in quanto il numero di contagi tra residenti e personale continua a lievitare: «Una migliore gestione è necessaria per riportare la casa al normale funzionalità e proteggere i residenti», ha detto Fullerton.