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TCDSB, si discute sul ritorno a scuola

TCDSB, si discute sul ritorno a scuola

TCDSB, si discute sul ritorno a scuola

TORONTO – Non è affatto lontano il ritorno a scuola ma le incognite per la riapertura a settembre restano numerose. I provveditorati il mese scorso hanno ricevuto dal ministro dell’Istruzione, Stephen Lecce, il compito di indicare quale, delle tre opzioni da lui proposte, reputino migliore. E domani allo “Special Board Meeting” del Toronto Catholic District School Board (TCDSB) che si terrà all’80 Sheppard Ave East, verrà sottoposto all’attenzione dei fiduciari scolastici il “Recommendation Report” che delinea potenziali programmi, opzioni, misure sanitarie ed altro ancora, in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico.

I giorni passano e la corsa contro il tempo sembra iniziare adesso: il 23 luglio il provveditorato cattolico di Toronto sottoporrà l’opzione preferita che verrà poi discussa con il ministero dell’Istruzione. La decisione finale dovrebbe essere presa il 4 agosto. “Il TCDSB – si legge nel rapporto – ha lavorato con diligenza per creare e attuare un piano per il ritorno a scuola a settembre dei suoi 90mila studenti”.

Mentre l’ideale sarebbe poter far tornare in classe i ragazzi di tutta la provincia, i provveditorati sono stati invitati a prendere in considerazione oltre a questa opzione anche le altre due che prevedono l’apprendimento virtuale e un modello didattico misto che si basa sia su quello e-learning che su quello della presenza nelle scuole. Nella normale giornata scolastica, con il ritorno al completo degli studenti, viene indicata la necessità di ridurre la possibilità dei contagi di Covid tramite l’uso di mascherine per ragazzi e personale, intervalli scaglionati e divieto di visite nella struttura.

Lo scenario numero 2 prevede aule con un minor numero di studenti, che si alterneranno nelle classi su base giornaliera o settimanale, tenendo ben presente la necessità di rispettare i due metri di distanza e di creare gruppi di alunni fino ad un massimo di 15. Questa eventualità, così come l’opzione numero 3 – che prevede solo studio a distanza per tutti i ragazzi – ha fatto arricciare il naso ai genitori che lavorano. Le difficoltà che creerà, con il lavoro e i bambini che rimangono a casa, non saranno indifferenti. Per non parlare dei genitori che hanno più figli che magari rimangono a casa in giorni diversi.

Ma non solo. Non va sottovalutata la salute mentale dei ragazzi che non si incontreranno, non socializzeranno e interagiranno con i compagni in modo molto limitato: a questo scopo il TCDSB prevede di potenziare nelle sue scuole le risorse per il sostegno per il benessere psicologico degli studenti costretti a studiare solo davanti allo schermo di un computer.

Le criticità da mettere in conto sono numerose, la soluzione perfetta non esiste. Quel che traspare dal rapporto che contiene le raccomandazioni da prendere in considerazione per indicare il modello di insegnamento preferito è la mancanza di una programmazione logistica. Settembre è dietro l’angolo: è giunto il momento di preparare in fretta e furia dal punto di vista pratico il nuovo anno scolastico. Di tempo per farlo, però, finora ce n’è stato a iosa: i ragazzi non hanno più messo piede nelle loro aule dal March Break.