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Tagli di Ford al veleno, insegnanti a casa

Tagli di Ford al veleno, insegnanti a casa

TORONTO – «Non un insegnante – non uno – perderà il lavoro a causa della nostra strategia per il ridimensionamento della classe», ha assicurato lo scorso marzo l’allora ministro dell’Istruzione Lisa Thompson illustrando la riforma che al pari di un ciclone ha investito il sistema scolastico dell’Ontario.

Le sue sono state, come si suol dire, le ultime parole famose. Poco prima dell’inizio dell’anno scolastico il timore di perdere il posto di lavoro, per migliaia di insegnanti è diventato infatti realtà.

Le rassicurazioni del premier Ford, giorno dopo giorno, si sono rivelate, vuote. Dal “nessun insegnante perderà il posto di lavoro” il governo è passato a “le modifiche alle dimensioni delle classi porteranno all’eliminazione di 3.475 posti in tutta la provincia ma tutto questo avverrà gradualmente con il pensionamento di insegnanti che non verranno rimpiazzati”.

La realtà non è stata invece così rosea e indolore. Tutti i provveditorati che si sono trovati a far fronte a un budget notevolmente ridotto hanno dovuto stringere la cinghia. I risparmi decisi dal premier sono costati a centinaia di docenti delle scuole secondarie pubbliche della provincia il loro posto di lavoro a tempo pieno.

Da un rapporto pubblicato dal Toronto Star emerge che la Ontario Secondary School Teachers Federation (Osstf) ha scoperto che “106 posti di lavoro a tempo pieno sono stati eliminati” in dieci provveditorati, il che significa che il numero di insegnanti licenziati è più alto. Al Toronto District School Board, denuncia lo Star, 124 insegnanti sono stati mandati via. E non solo.

I membri dei sindacati che rappresentano insegnanti delle scuole superiori, insegnanti elementari e insegnanti delle scuole cattoliche stanno votando per possibili scioperi qualora non venga trovato l’accordo per il rinnovo dei loro contratti.

Di fronte al caos che regna nel mondo della scuola il governo, che fiuta le minacce di scioperi dietro l’angolo, ha fatto un parziale passo indietro. «Non più classi di 28 studenti ma di 25», ha affermato il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce sperando di toccare le corde giuste al sindacato.

Una mossa inutile, anzi una “pillola al veleno” ha definito questo tentativo di avvicinamento del governo il presidente dell’Osstf Harvey Bischof.

Attualmente la media di studenti per classe nelle scuole superiori è di 22. «L’aumento del numero di ragazzi da 22 a 25 comporterà comunque l’allontanamento dalle nostre scuole di 5mila docenti – ha fatto notare Bischof – inoltre con la rimozione di limiti alle dimensioni delle classi applicabile localmente, non ci sarà in sostanza un freno alle dimensioni delle classi nelle quali gli studenti dell’Ontario potrebbero essere stipati».

Le posizioni tra sindacato e governo appaiono molto distanti ed il clima si infiamma ogni giorno di più. I numerosi tagli del governo di Doug Ford hanno inasprito gli animi dei residenti della provincia: la riapertura dei lavori a Queen’s Park di martedì è stata accolta da una manifestazione di protesta contro la scure di Ford che non ha risparmiato nessuno. Sanità e scuola in primis.

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