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Studio ibrido, anche il Dufferin/Peel dice sì

Studio ibrido, anche il Dufferin/Peel dice sì

Studio ibrido, anche il Dufferin/Peel dice sì

TORONTO – Pochi giorni dopo lo York Catholic District School Board (Ycdsb) anche il Dufferin-Peel Catholic District School Board (Dpcdsb) dice sì ad un modello di studio “ibrido”.

Il direttore all’Istruzione del provveditorato cattolico di Dufferin/ Peel Marianne Mazzorato ha informato con una lettera i genitori sul cambiamento in arrivo.

“La scuola virtuale separata non esisterà più, poiché tutti gli studenti si uniranno ai loro coetanei che si trovano nella scuola. Gli studenti che sono attualmente iscritti nel programma di didattica a distanza continueranno a studiare online ma assieme ai compagni di classe che si trovano nelle aule della scuola – ha detto Mazzorato – il cambiamento è necessario per garantire che tutti i bambini abbiano accesso a tutti i programmi scolastici del provveditorato e garantire una certa flessibilità”.

Con questo modello di apprendimento ibrido – la data di inizio prevista è quella del 2 novembre – i provveditorati sperano di poter risolvere la crisi causata dalla fuga degli studenti verso l’insegnamento virtuale: prima di decidere di adottare questo metodo di studio misto, il provveditorato di Dufferin/Peel aveva in programma di riorganizzare le lezioni in presenza dal momento che il travaso di studenti verso lo studio online ha causato un minor numero di bambini nelle classi e un numero in costante aumento di ragazzi che rimangono a casa. E che, in molti casi, non hanno ancora un insegnante.

“Per fornire personale alla scuola virtuale, le lezioni faccia a faccia dovrebbero essere riorganizzate, la ristrutturazione delle classi dovrebbe essere ripetuta a febbraio in modo da accomodare la scelta che i genitori faranno rispetto alla modalità di apprendimento – ha detto Mazzorato – non crediamo che la riorganizzazione frequente delle classi sia nel migliore interesse, né dei nostri studenti, né del nostro staff”.

Con il modello di studio ibrido, inoltre, i genitori avranno la possibilità di trasferire i propri fi gli dallo studio a casa a quello in classe e viceversa, in qualsiasi momento nel corso dell’anno.

Ma mentre i provveditorati prevedono che il modello di apprendimento che unisce nella stessa classe ragazzi che rimangono a casa e quelli che frequentano la scuola avrà successo, non tutti sono d’accordo.

«Gli insegnanti sono già esausti e questa metodo di studio aumenterà ulteriormente la loro frustrazione – ha detto la presidente dell’Ontario English Catholic Teacher’s Association (Oecta) Liz Stuart – il modello ibrido sarà dannoso sia per gli insegnanti che per gli studenti. Hanno dato ai maestri pochissimo tempo per prepararsi. Sarà estremamente difficile per gli insegnanti provare a farlo funzionare nel migliore dei modi e soddisfare le esigenze degli studenti».

Intanto – i numeri sono quelli di venerdì scorso – i casi di Covid- 19 nelle scuole della provincia sono saliti a 876. Dei 56 nuovi contagi 32 sono studenti, 9 insegnanti e 15 personale non docente.

Secondo l’Ottawa Catholic School Board (OCSB) la St. Jerome Elementary School a Riverside South è stata chiusa a causa della positività al virus di due insegnanti. La scorsa settimana ad Ottawa sono state chiuse la École Horizon-Jeunesse e l’École secondaire catholique Franco-Cité.

Ed a riportare un focolaio di Covid è anche una residenza degli studenti nel campus della Western University: i giovani che hanno contratto il temuto virus sono quattro. Già a settembre la Middlesex-London Health Unit aveva individuato due focolai tra gli studenti che vivevano fuori dal campus.

Intanto la polemica impazza anche nel Toronto District School Board (Tcdsb): ad essere chiamato in causa, secondo una fonte, è il servizio di scuolabus. Il provveditorato, qualche giorno fa, ha deciso di apportare cambiamenti dettati dalla pandemia in corso. Sugli scuolabus i ragazzi saranno distanziati: il problema è che oltre 500 famiglie che l’anno scorso hanno usufruito di questo servizio sono adesso tagliate fuori.