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Sondaggio, per il 60% degli elettori il governo di Doug Ford è corrotto

Sondaggio, per il 60% degli elettori il governo di Doug Ford è corrotto

TORONTO – Mentre le dimissioni dei funzionari di Doug Ford legati a Dean French si susseguono l’un l’altra, oltre la metà dei cittadini dell’Ontario continuano a perdere la fiducia nel governo che giudicano corrotto.

È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Corbett Communications condotto su un campione di 936 elettori il 9 e 10 luglio, ovvero poco più di due settimane dopo le dimissioni del capo dello staff di Ford, French: il 63% infatti ritiene che il governo ha allontanato dagli incarichi troppi .amici”, il 57% degli interpellati che giudica il governo corrotto.

Tra gli elettori del partito di Ford l’integrità del Progressive Conservative è un miraggio per il del 10% mentre quasi il 30% degli elettori del tories sostiene che .sono stati assunti troppi amici” e non crede affatto che le dimissioni di French abbiano risolto il problema. Ford – la cui popolarità rimane costante anche se bassa- 20% – ha detto al Toronto Star che la situazione che si è creata è stata personalmente “difficile” per lui dal momento che French è un amico di vecchia data e un consulente di fiducia. “È sempre difficile – ha detto – ma sono sicuro che sarebbe d’accordo che dobbiamo fare il miglior interesse della provincia, il miglior interesse della gente della provincia, ed è così che governeremo”. Da adesso in poi, ha assicurato ancora il premier, le nomine saranno maggiormente “profondamente controllate”.

Un’affermazione, questa, che non è riuscita a convincere gli elettori della provincia sulla sua capacità di essere un buon leader. Ad approvare l’operato del premier è solo il 20%, a disapprovarlo, a giudicarlo .insostenibile” e a ritenere che Ford andrebbe scaricato è invece il 69%. Non gode di migliore fortuna, stando agli interpellati nell’indagine di mercato, neppure il Progressive Conservative in qualità di partito: mentre nelle elezioni dell’anno scorso ha stravinto sbaragliando i liberali che ora detengono solo 7 seggi, in questo momento i tre partiti – PC, liberale e NDP – sono pressochè allo stesso livello di consenso.

Ford sembra proprio non farne una giusta. Anche lo slogan .For the people”, del quale va molto fiero non è riuscitop a far presa sugli elettori: solo uno su cinque ritiene che “a Ford interessino le persone come loro”. Per non parlare del budget dello scorso aprile che si è rivelato molto impopolare con quasi il 70% convinto che l’Ontario ha il denaro e non dovrebbe ridurre i servizi che aiutano i più vulnerabili.

Se si prendono in esame solo coloro che alle urne votato conservatore, a pensare che Ford adoperi troppo la scure è il 40% delle persone. «Ci sono sufficienti indicazioni che fanno pensare che la sua determinazione a dover ridurre il deficit e tagliare i servizi non persuada più nessuno – dice il sondaggista John Corbett – la gente non ci crede più. Neppure il rimpasto di governo è riuscito a dare ossigeno al governo».

Solo un quarto degli interpellati ritiene che Ford possa risalire la china e sistemare le cose in tempo per le prossime elezioni mentre più della metà afferma che questo è impossibile. E c’è di più. Quasi la metà degli elettori che hanno preso parte al sondaggio pensa che l’mpp Christine Elliott sarebbe senza ombra di dubbio un premier migliore di Ford: a preferire la Elliott – che ha perso per poco la gara alla leadership del PC contro Ford – è il 24% dei sostenitori conservatori.

“È una misura notevole di slealtà nei confronti dell’attuale leader, quando dici che la persona che ha battuto avrebbe fatto un leader migliore – ha detto Corbett – c’è una buona dose di rammarico in gran parte degli elettori conservatori in Ontario”.

Il sondaggio ha anche messo in luce, fa notare Corbett, che il numero degli elettori che sostengono Andrea Horwath è in calo: nonostante ciò il capo dell’NDP rimane ancora la leader più gradita della provincia.

«Al momento è Il sindaco di Toronto John Tory ad essere considerato il vero leader dell’opposizione in Ontario», conclude il ricercatore di mercato e sondaggista John Corbett.

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