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Scuole cattoliche, spettro sciopero bianco

Scuole cattoliche, spettro sciopero bianco

Scuole cattoliche, spettro sciopero bianco

TORONTO – È sempre più carico di incertezze e di problematiche difficili da risolvere il mondo della scuola in Ontario. Il braccio di ferro tra governo e sindacati prosegue.

Proprio ieri, durante il quarto giorno di serrata dei docenti delle scuole superiori in otto provveditorati della provincia, l’Ontario English Catholic Teachers Association (Oecta) ha annunciato che da lunedì inizierà uno sciopero bianco.

A scongiurarlo potrebbe essere solo un accordo raggiunto in extremis durante i negoziati con la provincia in programma oggi e venerdì. Ma senza una intesa i 45mila membri dell’Oecta a partire dalla prossima settimana non parteciperanno ai test standardizzati, non prepareranno le pagelle e non prenderanno parte a iniziative del Ministero della Pubblica Istruzione.

Lo scontro tra il governo targato Ford e gli insegnanti si fa sempre più duro: nessuno sembra essere disposto ad ammorbidire la propria posizione su questioni chiave come la dimensione delle classi e i requisiti obbligatori di e-learning che comportano – come conseguenza logica – il taglio di posti di lavoro.

Inoltre, ai sindacati che chiedono aumenti salariali del 2% il governo continua a rispondere con l’1%. “Purtroppo Lecce non ha accettato di tornare ai livelli di personale – insegnanti e non docenti – del 2018/19 ed ha quindi respinto la nostra o–erta di rinviare lo sciopero dell’Osstf in alcuni provveditorati. Chiaramente questo governo vuole continuare a erodere la qualità dell’istruzione in Ontario”, ha twittato martedì sera il presidente del sindacato Harvey Bishof.

La situazione sta sfuggendo di mano al governo della provincia che con la riforma apportata al settore dell’Istruzione, ha infuocato gli animi. Intanto il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce, continua a ribadire come gli scioperi danneggino gli studenti.

Ieri durante una conferenza stampa il ministro ha affermato che saranno i provveditorati della provincia a decidere autonomamente se sottoporre la prossima settimana gli studenti del grado 9 alla valutazione di matematica EQAO.

Secondo Lecce, a causa degli scioperi degli insegnanti delle scuole superiori, la maggior parte degli studenti probabilmente non potrà avere questa “valutazione importante”. Lecce, non si è quindi fatto sfuggire la possibilità, di assestare un colpo agli insegnanti in sciopero.

«L’Osstf ha affermato che gli scioperi non avrebbero avuto alcun impatto sugli studenti, ma questo è un chiaro esempio di come invece colpiscano gli studenti dell’Ontario – ha detto il ministro – non è giusto che le azioni sindacali minino il successo degli studenti. Stanno mettendo a repentaglio il processo di istruzione dei futuri leader dell’Ontario».

Lecce ha aggiunto che gli studenti che non faranno il test lunedì avranno un’altra opportunità di eseguirlo a giugno. Mentre il ministro, con le sue parole, si schiera dalla parte degli studenti che vengono penalizzati dalle azioni sindacali, ieri le scuole di otto provveditorati sono rimaste chiuse: l’Algoma District School Board, Greater Essex County District School Board, Avon Maitland District School Board, Peel District School Board, il provveditorato di Niagara, Limestone District School Board e il Renfrew Country District School Board.

Sfidando le temperature gelide, gli insegnanti armati di cartelli, hanno organizzato picchetti davanti a tutte le scuole e agli uffici di deputati come ad esempio l’mpp di Brampton South Prabmeet Sarkaria. “Protect class sizes and programs for students”, “Cuts hurt”, “In strike to protect public education”, sono solo alcune delle scritte che si potevano leggere sui cartelloni.

Il sindacato, che rappresenta 60mila insegnanti e personale non docente, ha iniziato gli scioperi di un giorno nelle scuole di tutta la provincia il 4 dicembre.

A dicembre, un mediatore nominato dal governo ha interrotto i negoziati tra la provincia e il sindacato, dicendo che le parti sono ancora troppo distanti.

Al momento non sono previste ulteriori date per i negoziati: questa impasse nei colloqui è preoccupante in quanto finora non ci sono stati progressi decisivi e le questioni cardine rimangono ancora sul tavolo.