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Scuola, un anno tutto da dimenticare

Scuola, un anno tutto da dimenticare

Scuola, un anno tutto da dimenticare

TORONTO – Tagli all’istruzione, aumento degli studenti per classe, scioperi degli insegnanti e del personale non docente, rinnovo del contratto salariale, agitazioni sindacali, trattative senza fine… È stato davvero un cosiddetto annus horribilis, dodici mesi di sofferenze, travaglio e confusione, a caratterizzare questo 2019 per la scuola in Ontario.

Da una parte l’amministrazione provinciale a guida Doug Ford ed un giovane ministro della pubblica istruzione, Stephen Lecce, da lui gettato nella mischia, in un agone politico e sindacale prossimo al collasso.

Dall’altra i sindacati di categoria, che hanno preso per il collo proprio la provincia, costringendola ad aprire ben nove tavoli di trattativa differenti, dai maestri elementari agli insegnanti di scuola superiore, sino al personale di sostegno e non docente.

In mezzo, a patirne le conseguenze maggiori, gli studenti e le loro famiglie.

Se i sindacati chiedevano il 2% di aumenti salariali, il governo Ford rispondeva con l’1%, in un tira e molla senza fine.

Se il corpo docente ed i loro rappresentanti sindacali chiedevano classi da 22 alunni, l’amministrazione provinciale ne proponeva prima 28, per poi scendere a 25 studenti per classe.

Corsi e-learning voluti dal governo Ford e respinti al mittente dalle sigle sindacali.

Questi i punti centrali su cui è andato avanti un braccio di ferro estenuante tra le parti, senza che si raggiungesse un accordo, ad eccezione di due tavoli di trattativa di tono minore. OSSTF ed ETFO, ossia i sindacati rispettivamente per gli insegnanti di scuola superiore e per quelli delle elementari, hanno tenuto banco per mesi con le loro richieste e le conseguenti minacce di sciopero nei confronti di un’amministrazione provinciale arroccata sulle proprie posizioni.

Gli aumenti salariali al 2% vorrebbero dire un miliardo e mezzo di dollari in più da aggiungere al bilancio, mentre il governo Ford ne offre 750 milioni.

A tutto questo marasma e confusione va aggiunto anche lo psicodramma in corso al TCDSB di Toronto, il provveditorato agli studi cattolico, che sì ha oggi un nuovo presidente del consiglio di amministrazione (Joe Martino, ndr), ma che è tuttora dilaniato da faide interne e gelosie puramente personali ad intralciarne il lavoro e la sua stessa importante missione.

Da ogni parte andrebbe finalmente compreso che la scuola, l’istruzione delle nuove generazioni, è un caposaldo fondamentale nella costruzione di una società moderna, evoluta, inclusiva e – soprattutto – al passo coi tempi, specie negli aspetti più tecnologici ed al contempo didattici e dottrinali.

Il mondo non aspetta e corre alla velocità della luce. Pensiamo al bene dei nostri studenti.