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Scuola, tra negoziati e minacce di sciopero

Scuola, tra negoziati e minacce di sciopero

Scuola, tra negoziati e minacce di sciopero

TORONTO – Il 9 marzo, in mancanza di un accordo, potremmo annunciare la “fase sette” della nostra agitazione sindacale che prenderà il via il 23 marzo.

Il monito di qualche settimana fa del presidente dell’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO) Sam Hammond era stato ben preciso e non lasciava spazio ad alcun fraintendimento.

Ieri però pochi minuti prima dell’inizio della conferenza stampa, il governo ha confermato che tornerà al tavolo delle trattative con ETFO mercoledì: l’ultimo giorno di colloqui è stato quello del 31 gennaio.

«ETFO sta ancora aspettando che il Ministro della Pubblica Istruzione di Ford Stephen Lecce rispedisca la sua squadra al tavolo delle trattative. Nonostante le dichiarazioni del Ministro Lecce ai media, il governo non ha avviato alcun colloquio contrattuale con ETFO. Faremo il possibile per fermare la retorica del ministro e convincere la sua squadra di negoziatori a presentarsi al tavolo con proposte che daranno risultati equi per studenti e docenti», aveva affermato nei giorni scorsi il presidente dell’ETFO che all’accordo ci aveva creduto fino a quando “i negoziatori del governo hanno cambiato posizione all’ultimo minuto”.

Quel che la prima vicepresidente di ETFO Karen Campbell ha detto ieri è che un preavviso di cinque giorni verrà dato ai genitori prima degli scioperi in arrivo a cominciare dal 23 marzo. Solo un accordo potrebbe scongiurare le serrate a venire decise dal sindacato.

Ma le acque non sono agitate solo tra governo ed insegnanti delle scuole elementari pubbliche: mentre i docenti francesi e quelli delle scuole superiori pubbliche hanno bloccato le serrate fino al 27 marzo per ridurre al minimo l’interruzione delle attività degli studenti in questo importante periodo dell’anno scolastico, sul fronte degli insegnanti cattolici i negoziati proseguono da giorni facendo ben sperare sul loro esito.

Bocche cucite però sia da parte dell’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) che del governo: al momento non è dato sapere se gli scogli che impediscono il raggiungimento della fatidica firma del contratto si stiano appianando.

Mercoledì e giovedì riprenderanno anche le trattative con gli insegnanti dell’Association des enseignantes et des enseignantes franco-ontariens. A nulla è servito il dietrofront del governo della scorsa settimana: non è bastata l’offerta di portare a 23 il numero degli studenti nelle classi delle scuole superiori – originariamente il numero voluto dal governo era di 28 – e non è servito neppure lasciare piena libertà agli studenti sui corsi di e-learning abolendone l’obbligatorietà.

Il braccio di ferro continua anche se i timidi negoziati in corso e quelli in programma tra sindacati e governo Ford potrebbero aprire la strada al tanto agognato accordo.