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Scuola, passo indietro sulle classi

Scuola, passo indietro sulle classi

TORONTO – C’è grande agitazione nel mondo della scuola. L’inizio dell’anno è dietro l’angolo e il tanto atteso nuovo programma di sex-ed, presentato ieri, ha finito per scontentare più di tutti gli stessi conservatori.

Conservatori che si sono sentiti traditi dal premier Ford che aveva promesso cambiamenti radicali al sex-ed della Wynne. Non è stato così e la polemica continua a salire.

Ieri, poi, il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce, ha illustrato durante una conferenza organizzata a Scarborough e tenuta segreta (pressoché nessuno era a conoscenza del luogo e dell’ora in cui ci sarebbe stata) le modifiche decise al tanto contestato aumento del numero di studenti per classe.

Nonostante l’impegno ad incrementare il numero di studenti già quest’anno, il Ministro dell’istruzione Stephen Lecce ha dichiarato che non ci saranno cambiamenti nelle dimensioni delle classi per i bambini dell’asilo fino al grado 3, mentre un ulteriore studente verrà aggiunto per classe dal grado 4 al grado 8.

Quest’anno le dimensioni delle classi delle scuole superiori saranno in media di 22,5 studenti, che è quasi lo stesso dell’anno scorso, ma tale numero è destinato a salire a 28 nei prossimi quattro anni.

«Credo che i cambiamenti che abbiamo annunciato garantiranno di mettere i nostri studenti al primo posto e di migliorare i loro risultati, investendo e difendendo il sistema dell’istruzione finanziato pubblicamente in Ontario».

Quel che accadrà nei prossimi anni dipende, secondo il ministro, dai risultati delle trattative con i docenti. «Se gli insegnanti saranno disposti a fare qualche rinuncia quando si negozierà sui contratti, le dimensioni delle classi non dovrebbero aumentare», ha detto Lecce.

Intanto, oltre che sulla problematica del numero di studenti per classe, il dibattito si sta infuocando sempre più per il nuovo curriculum di educazione sessuale.

Tanya Granic Allen, presidente di Parents As First Educators ed ex candidata alla leadership del Progressive Conservative, ha a.ermato che il premier Doug Ford ha infranto una promessa elettorale fatta a gruppi come quello che lei rappresenta.

«Penso che Doug Ford abbia vinto perché ha promesso ai genitori e ai bambini dell’Ontario che si sarebbe sbarazzato di quella che ha definito l’ideologia liberale resa obbligatoria nelle aule dell’Ontario – ha detto – nulla è stato abrogato, Doug Ford ha mentito. Promessa fatta, promessa non mantenuta».

Sono caustiche ma non inaspettate le parole della Granic-Allen. Ancora di più quelle dell’ex premier Kathleen Wynne che non fa sconti al governo Ford e va giù dura come forse non ha mai fatto prima. «Un anno è stato sprecato. Denaro è stato sprecato.

Il contenuto del sex-ed è rimasto virtualmente lo stesso di quello precedente, sono state create solo confusione e divisioni – ha detto una Wynne senza freni – sono state dette anche falsità. La possibilità di esonerare i figli dal seguire parte del programma c’era già per i genitori, non è una novità».

L’ex premier dell’Ontario ha anche controbattuto l’affermazione del ministro Lecce che il curriculum dei liberali è stato redatto da politici. «È un’altra menzogna – ha aggiunto – il programma è stato redatto da esperti che hanno parlato sì con i politici,ma hanno parlato soprattutto con la gente e ascoltato le loro opinioni».

La Wynne infine, ha tirato ancora fuori gli artigli, quando ha espresso il suo parere su Doug Ford e la promessa di abolire il vecchio sex-ed che si è sciolta come neve al sole. «Ford ha mentito per ottenere i favori di parte della gente, è stato opportunista – ha detto a conclusione della sua tirata – adesso che l’utilità di dire bugie non c’è più, non vede il bisogno di mantenere le promesse fatte».

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