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Sciopero insegnanti superiori, oggi i dettagli

Sciopero insegnanti superiori, oggi i dettagli

TORONTO – La speranza di un accordo dell’ultima ora si fa sempre più flebile ed oggi, salvo il miracolo, il sindacato che rappresenta 60mila insegnanti ed istruttori delle scuole superiori fornirà un quadro della situazione durante una conferenza stampa organizzata allo Sheraton Centre Toronto Hotel.

Sarà il presidente dell’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf) Harvey Bischof ad annunciare il risultato del voto di sciopero e a illustrare i prossimi passi del sindacato che proprio da oggi si trova nella posizione di poter intraprendere uno sciopero legale. Tuttavia, il sindacato deve dare un preavviso di cinque giorni prima di intraprendere un’astensione dal lavoro.

Fiato sospeso quindi, per studenti e genitori in attesa di sapere con precisione cosa bolle in pentola a seguito del lungo braccio di ferro tra il governo dell’Ontario e questa categoria di insegnanti. Ma non è circoscritto solo alle scuole superiori pubbliche uno sciopero a poco più di un mese dall’inizio delle vacanze di Natale: anche l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (Etfo) ha comunicato l’intenzione di iniziare alla fine del mese – dal 26 novembre può cominciare legalmente a scioperare – a dare il via ad uno sciopero bianco.

È questa una forma di protesta dei lavoratori che consiste nel rifiuto di svolgere determinati compiti che non rientrano nel contratto di lavoro senza però astenersi completamente dal lavoro: gli insegnanti non saranno quindi disponibili a svolgere compiti amministrativi così come non completeranno le pagelle degli studenti.

A questi due grandi sindacati che rappresentano gli insegnanti delle scuole pubbliche elementari e superiori si vanno ad aggiungere anche i docenti dell’Ontario English Catholic Teachers’ Association (Oecta) che pur non essendo ancora pronti a incrociare le braccia, hanno votato la scorsa settinana a favore di una astensione dal lavoro in maniera schiacciante: il 97% è infatti favorevole.

Sindacati degli insegnanti – dalle elementari alle superiori, dalle scuole pubbliche a quelle del sistema cattolico – contro il governo di Doug Ford: è questa la situazione che al momento genera incertezza e mette in ansia in particolar modo i genitori dei bambini delle elementari che in caso di sciopero debbono trovare una sistemazione alternativa per i propri figli.

Il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce da settimane ripete come un mantra l’importanza di continuare a far seguire le lezioni agli studenti senza alcuna interruzione.

«Le offerte del governo sono ragionevoli, è stato fatto anche un passo indietro circa l’aumento delle dimensioni delle classi nelle scuole superiori», ripete Lecce senza riuscire però a scalfire la posizione presa dagli insegnanti che non giudicano positiva la riforma della scuola messa in atto da Ford.

Dai tagli ai programmi alle classi più numerose e alla legge appena approvata che blocca all’1% per tre anni gli aumenti salariali per i dipendenti pubblici.

Sono tante le questioni che bollono in pentola e che hanno innalzato un muro tra sindacati e governo.

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