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Sciopero, inizia il conto alla rovescia

Sciopero, inizia il conto alla rovescia

TORONTO – Accordo o sciopero. Lunedì 18 novembre è già dietro l’angolo mentre i negoziati continuano a tamburo battente ma finora, di una possibile intesa tra governo ed Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf), non c’è neanche l’ombra.

Tante le questioni sul tavolo che nonostante i colloqui si protraggano da settimane, rimangono irrisolte. Ad inasprire la situazione di già così difficile, è stata l’approvazione da parte del governo della legislazione che limita gli aumenti dei salari del settore pubblico all’1 per cento all’anno.

“A nessun lavoratore bisognerebbe chiedere di accettare una riduzione di stipendio, perché la proposta viene fatta agli insegnanti che lavorano sodo? Il governo ritiene ragionevole chiedere ai dipendenti di fare di più con meno. Come può essere giusto e ragionevole?” è uno degli ultimi tweet dell’ Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf).

Si sono chiusi quindi con un niente di fatto le trattative di ieri per giungere al rinnovo del contratto scaduto il 31 agosto: oggi il team di negoziatori del governo Ford e quello del sindacato riprenderanno le trattative proprio da dove hanno lasciato: la controversa nuova legge che mette un tetto agli aumenti di stipendio.

La situazione è difficile, la tensione si taglia col coltello e l’invito del ministro della Pubblica istruzione Stephen Lecce cade nel vuoto. «Let’s get a deal!», ha detto più volte Lecce.

“Ministro, siamo pronti e disposti a trovare un accordo ma deve essere vantaggioso per gli studenti”, è stata la risposta dell’Osstf postata ieri su Twitter.

Nei prossimi giorni la situazione potrebbe precipitare: oltre alla serrata degli insegnanti delle scuole superiori potrebbe arrivare il 25 novembre quella dei maestri elementari.

Profondo caos: non c’è al momento un modo migliore di definire la situazione attuale.

E come se non bastasse monta la polemica per l’approvazione del provveditorato cattolico di Toronto (Tcdsb) della modifica al suo codice di condotta che ha permesso l’inserimento di termini controversi come espressione di genere, identità di genere, stato familiare e stato civile.

Ad insorgere, tra gli altri, è stato il più grande gruppo pro-vita e pro-famiglia del Canada: Campaign Life Coalition (Clc) ha chiesto all’Arcidiocesi di Toronto, guidata dal cardinale Thomas Collins, di annullare il voto del provveditorato scolastico che ha portato all’adozione dell’ideologia di “genere”.

La decisione, sostiene la Clc, costringerà studenti e insegnanti cattolici a sottomettersi all’ideologia LGBT che afferma, contrariamente all’insegnamento cattolico, che i maschi possono “diventare” femmine e le femmine maschi. Inoltre secondo il gruppo, le scuole cattoliche hanno un diritto protetto costituzionalmente di non aggiungere i termini e farlo avrà conseguenze disastrose per gli studenti.

“Eminenza, ancora una volta con sincero rammarico, dobbiamo dichiarare chiaramente che questo è stato un tradimento da parte sua nei confronti dei genitori e dei ragazzi – ha detto Jack Fonseca di Campaign Life in un video-appello al Cardinale in cui viene chiesto a Collins di invertire la rotta – sappiamo che l’ideologia di genere rappresenta un attacco all’immagine di Dio nella creazione. Le Scritture ci dicono molto chiaramente che Dio ha creato l’uomo a sua immagine. Ha creato maschio e femmina. E, quindi, l’aggiunta dell’ideologia di genere al codice di condotta rappresenta un tipo di eresia accettata dal sistema scolastico cattolico”.

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