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Sciopero giovedì nelle scuole superiori del TDSB

Sciopero giovedì nelle scuole superiori del TDSB

Sciopero giovedì nelle scuole superiori del TDSB

TORONTO – Solo un buon esito dei negoziati che sono ripresi ieri potrebbe scongiurare lo sciopero in programma giovedì degli insegnanti delle scuole superiori pubbliche dell’Ontario. Nove i provveditorati le cui scuole rimarranno chiuse tra i quali anche il Toronto District School Board.

Ma non sono solo gli insegnanti aderenti all’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (OSSTF) ad aver proclamato una giornata di astensione dal lavoro il 5 marzo: lo hanno fatto anche quelli delle cattoliche elementari e superiori e i docenti dell’Association des enseignantes et des enseignantes franco-ontariens (AEFO).

La loro serrata costringerà gli studenti di tutta la provincia a rimanere a casa creando non pochi contrattempi ai genitori.

Fermi al palo, almeno per ora, sono i maestri dell’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO) che per la seconda settimana non hanno in agenda manifestazioni di protesta ma che da lunedì 9 marzo potrebbero essere di nuovo sul piede di guerra.

Incertezza e frustrazione si possono toccare con mano nel mondo della scuola che da mesi è nel caos totale con tutti e quattro i maggiori sindacati degli insegnanti che continuano a dare battaglia e non si piegano alle condizioni che il governo vuole dettare.

Intanto, alcuni residenti della provincia si sono lamentati perché i loro commenti sugli account dei social media del ministro dell’Istruzione Stephen Lecce vengono censurati.

Alexandra Adamo, press secretary di Lecce, ha inviato una dichiarazione a Global News nella quale afferma che “Il ministro rimarrà concentrato sulla reale priorità dei genitori che vogliono un accordo che faccia rimanere i loro figli in classe”.

Adamo ha affermato che il ministro è stato vittima di un linguaggio sprezzante e talvolta volgare: “Non esiste alcuna tolleranza per gli individui che usano un linguaggio inappropriato, che offendono le comunità culturali o attaccano brutalmente la famiglia del ministro”.

L’užfficio di Lecce ha fornito esempi di alcuni commenti inopportuni postati sui social media, alcuni contenenti oscenità e un post particolarmente inquietante che faceva riferimento alla madre del ministro recentemente deceduta.

Alcuni genitori, tuttavia, sostengono che i loro post, pur esprimendo semplicemente opinioni contrarie alle politiche del governo in materia di riforma dell’istruzione, sono stati anche censurati.

Non si tratterebbe insomma solo di proibire i commenti che usano un linguaggio forte o toccano la sfera personale di Lecce ma di interdire anche quelli nei quali vengono espresse opinioni che non rispecchiano quelle del ministro e del suo governo.

La critica all’Istruzione dell’NDP Marit Stiles afferma che né lei né altri nel suo partito permettono post inappropriati e volgari, ma afferma di essere preoccupata per le notizie secondo cui alcuni commenti di politica vengono filtrati.

«Questo è il governo che ha visto la partecipazione di 7mila persone alla sua consultazione, quindi ha cercato di nascondere i risultati perché contraddicevano il piano di tagli profondi nelle aule dei nostri figli. In conclusione: il governo Ford non è disposto ad ascoltare genitori, studenti ed insegnanti, prova a mettere a tacere chiunque si opponga ai suoi tagli», ha detto la Stiles.

Non è della stessa opinione la Adamo: “Come dimostrano chiaramente i suoi account sui social media (del ministro Lecce, ndr), molte persone sulle sue piattaforme condividono punti di vista contrari, e questi sono ben accetti”.