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Ripresa negoziati, è polemica tra CUPE e governo

Ripresa negoziati, è polemica tra CUPE e governo

TORONTO – Siamo al terzo giorno di sciopero bianco degli insegnanti e degli impiegati aderenti al Canadian Union of Public Employeers (CUPE).

Nonostante i tentativi di scongiurare l’astensione dal lavoro – seppur parziale – domenica sera il governo e il sindacato hanno annunciato il fallimento dei negoziati.

Ora, mentre i 55mila operatori di supporto scolastico – che comprendono bidelli, impiegati, bibliotecari, assistenti, addetti ai servizi di ristorazione ed educatori della prima infanzia – non svolgono più compiti extra o straordinari, la confusione aumenta sempre di più.

Nel momento in cui da un lato il ministro della Pubblica istruzione della provincia Stephen Lecce ha assicurato che il CUPE ha accettato l’offerta governativa di nuove date per riprendere a negoziare già da questa settimana, dall’altra parte la presidente dell’Ontario School Board of Union del CUPE (OSBCU) ha confutato la dichiarazione di Lecce.

Non sono state proposte date e le parti rimangono troppo distanti al momento per tornare a negoziare, ha detto la Watson poche ore dopo l’annuncio del ministro.

Per i ragazzi, in sostanza, non cambia nulla dal momento che le lezioni si svolgeranno regolarmente. Problemi invece possono derivare nell’organizzazione delle attività varie delle strutture scolastiche: i bidelli, per esempio, non puliscono i corridoi, gli uffici e le palestre, non tagliano l’erba del prato delle scuole e non svuotano i bidoni della spazzatura all’esterno dell’edificio scolastico.

Per quel che concerne gli impiegati nessuno eseguirà riparazioni alla fotocopiatrice, si impegnerà a trovare sostituti per rimpiazzare personale assente o somministrerà farmaci.

Nonostante la buona volontà dimostrata dalle parti che hanno portato avanti fino a domenica sera le trattative a oltranza, le distanze restano “ancora importanti”.

Il CUPE ha fatto intendere di non essere disposto ad arretrare di un millimetro e che per tornare al tavolo dei negoziati deve esserci la prospettiva di progressi significativi. «In quel caso saremo felici di riprendere i colloqui», ha tagliato corto la Watson.

Gli scogli, insomma, restano e al momento le notizie non sono rincuoranti. «I nostri membri sono pronti a intensificare lo sciopero se un accordo collettivo equo non potrà essere negoziato», ha tuonato Laura Watson.

Il CUPE si sta riprendendo dai recenti tagli dei provveditorati scolastici che hanno eliminato centinaia di posti di lavoro per far fronte alla decurtazione degli stanziamenti del governo Ford.

«Il governo ha usato lo stesso tono adoperato con gli studenti – ha detto la critica all’Istruzione dell’NDP Marit Stiles – non ha a† atto cercato di instaurare un dialogo, si è posto in modo ostile sia di fronte ai ragazzi che ai sindacati».

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