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Rally a Queen’s Park a sostegno del sex-ed abrogato da Ford

Rally a Queen’s Park a sostegno del sex-ed abrogato da Ford

TORONTO – Della sua decisione di abolire il sex-ed curriculum introdotto dai liberali nel 2015 Doug Ford non ne aveva fatto mistero. Anzi. Questa era stata una delle promesse della sua campagna elettorale. Ma la decisione del suo governo non viene vista di buon occhio da parte di genitori, studenti e dai partiti all’opposizione che sabato si sono riuniti davanti a Queen’s Park per manifestare il proprio dissenso. “Qui assieme ai genitori e agli studenti alla “March For Our Education” perché informare i nostri ragazzi sul consenso, il cyberbullismo e assicurarci che i nostri figli LGBTQ siano al sicuro e supportati non è un’opzione, è nostra responsabilità”, ha twittato la leader dell’Ndp Andrea Horwath. «Doug Ford ha assolutamente torto a cancellare questo curriculum e riportare l’Ontario indietro – ha detto la Horwath ai manifestanti – la decisione del governo Tory è vergognosa. Il sex-ed curriculum deve prendere in considerazione una serie di tematiche che oggi i giovani si trovano ad affrontare».
Il premier dell’Ontario ha annunciato la scorsa settimana che il programma sex-ed che in autunno verrà insegnato nelle aule sarà la versione del 1998, non quello aggiornato e controverso presentato dai Liberali nel 2015 che Ford ha definito un “esperimento ideologico fallito”.
Molto presto, però, verranno consultati genitori e studenti: «Abbiamo ricevuto lamentale dai genitori che non sono stati interpellati – ha detto la vice-premier Christine Elliott – quattromila genitori hanno ricevuto dal precedente governo un link per partecipare al sondaggio ma solo 1.638 hanno risposto.
Questa non è una consultazione esauriente». «Il governo intende condurre una consultazione completa che tenga conto della visione di tutti i genitori e protegga gli studenti», ha aggiunto un portavoce del ministro dell’Istruzione Lisa Thomson.
La studentessa Erica McLachlan della Canadian Civil Liberties Association non condivide però la decisione, in attesa delle consultazioni, di tornare al programma di educazione sessuale di venti anni fa. Bisogna comunque notare che quel programma, pur se datato, è stato oggetto di insegnamento fino a soli tre anni fa.