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Ontario, nuova fase col fiato sospeso Tory: ora linee guida

Ontario, nuova fase col fiato sospeso Tory: ora linee guida

Ontario, nuova fase col fiato sospeso Tory: ora linee guida

TORONTO – L’Ontario cerca di voltare pagina e, tra timori e titubanze, avvia la nuova fase. A partire da oggi la provincia allenta alcune delle restrizioni attivate per far fronte alla pandemia di Covid-19 e numerosi comparti dell’economia potranno ripartire.

In Ontario riapriranno al pubblico i negozi adibiti alla vendita al dettaglio che hanno almeno un accesso sulla strada. Saranno ammessi i clienti all’interno del locale, con i gestori però che dovranno garantire il mantenimento delle distanze di sicurezza, con un numero limitato di persone all’interno del negozio.

Riapriranno i battenti anche i cantieri, molti dei quali erano stati bloccati a metà marzo. Via libera anche ai servizi che erano stati sospesi nel sistema sanitario provinciale, come le operazioni chirurgiche non di emergenza e le visite dei medici specialisti.

E se la classe politica a Queen’s Park sembra abbastanza unita sulle nuove misure e sulla necessità di riavviare il motore economico provinciale, le autorità mediche continuano a predicare cautela e prudenza: non bisogna, insomma, fare il passo più lungo della gamba, serve un controllo capillare nei luoghi di lavoro per garantire la sicurezza dei dipendenti e del pubblico.

D’altro canto il premier Doug Ford la scorsa settimana, nell’annunciare l’avvio della nuova fase, aveva sottolineato a più riprese che sarebbe continuato il monitoraggio giornaliero dei dati sullo sviluppo del contagio in provincia: nel caso in cui vi sia una nuova impennata dei casi, le autorità non esiteranno a fare un passo indietro attivando nuove restrizioni.

Ed è incerta anche la durata di questa fase, rispetto alla successiva che vedrà la riapertura al pubblico di altre attività commerciali come bar e ristoranti anche per il consumo nel locale. Ford aveva dato una forchetta di due-quattro settimane di numeri in calo: quindi prima di giugno non se ne parla.

Sulla questione ieri è intervenuto anche John Tory. Il sindaco di Toronto si è detto favorevole alla parziale riapertura delle attività commerciali, sottolineando però la necessità di linee guida semplici e chiare per i cittadini: le persone devono sapere esattamente cosa fare e come farlo.

“Servono chiari criteri per riavviare l’economia – ha dichiarato il primo cittadino – è assolutamente imperativo che al pubblico vengano dati criteri facilmente comprensibili”.

“Ritengo – ha poi aggiunto – che la riapertura possa essere gestibile. Quindi vedremo dove andranno i numeri e questo sarà importante. Osservare cioè se ci sarà un aumento dei casi in concomitanza con la riapertura graduale: conosceremo così la strada da seguire in vista di una riapertura più ampia della nostra economia”.

Il nodo da sciogliere è proprio questo. Nel resto del mondo abbiamo visto come l’allentamento delle restrizioni abbia portato a un aumento dei contagiati.

In Germania sono scoppiati nuovi focolai, per fortuna molto localizzati, in Corea del Sud – da tanti celebrata per la gestione della pandemia – c’è stato un nuovo boom di contagiati legati alla vita notturna della capitale Seul, in Francia ieri è arrivato l’annuncio che settanta scuole dovranno chiudere di nuovo i battenti a causa della scoperta di nuovi casi tra staff e studenti.

E questa ultima notizia merita delle considerazioni, proprio alla luce del fatto che oggi il premier Ford insieme al ministro dell’Istruzione pubblica Stephen Lecce annunceranno la decisione del governo provinciale in merito alla possibile riapertura delle scuole per il mese di giugno.

Su questo tema regna un grande scetticismo tra le autorità mediche. La provincia infatti non si è ancora attrezzata per garantire la messa in sicurezza degli istituti scolastici, nel mantenimento della distanza sociale nelle classi che sono già molto affollate – grazie anche alla politica dei tagli all’istruzione inaugurata proprio da questo esecutivo a partire dal 2018 – e nell’attivazione di un chiaro protocollo per studenti e insegnanti.

Probabilmente sarebbe meglio avere in mano delle linea guide certe prima di riaprire e non rischiare un salto nel buio per quattro settimane, prima delle vacanze estive.