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Negoziati in corso ma aleggia il rischio sciopero

Negoziati in corso ma aleggia il rischio sciopero

TORONTO – Il nuovo anno scolastico è iniziato ieri ma le nubi all’orizzonte sembrano addensarsi e segnalare una serie di problemi irrisolti. Le preoccupazioni sono tante ma in questo momento a dare filo da torcere al governo Ford sono gli insegnanti i cui contratti sono scaduti giorni fa. E non solo.

Il taglio dei fondi destinati ai provveditorati, il licenziamento di varie migliaia di docenti, l’incertezza che aleggia su materie di studio come il sex-ed ei corsi come l’International Languages Program, la sforbiciata all’Ontario Student Assistance Plan (OSAP) che ha fatto perdere il sonno agli studenti dei college e delle università che facevano affidamento sul prestito per poter studiare.

Del resto la maggiore pressione, al momento, è quella esercitata dalla classe insegnante che attende il rinnovo del contratto collettivo. Lo spauracchio è un eventuale sciopero che paralizzerebbe il sistema scolastico dell’Ontario. Nonostante le continue rassicurazioni del ministro dell’Istruzione Stephen Lecce la situazione non appare affatto rosea.

I negoziati con i provveditorati dei cinque importanti sindacati che rappresentano la categoria sono già in corso ma considerato che il premier Doug Ford ha stretto i cordoni della borsa e ha fatto commenti denigratori sui sindacati degli insegnanti, sarà molto di.cile, se non impossibile, scongiurare una astensione dal lavoro.

«Le probabilità che tutti i contratti vengano rinnovati senza alcuna interruzione del lavoro sono molto ridotte – ha affermato Maurice Mazerolle, professore associato presso la Ryerson University e direttore del Centre for Labour Management Relations – ci sono davvero tanti punti sui quali sembra esserci un profondo disaccordo».

I 55.000 lavoratori dell’istruzione rappresentati dalla CUPE si stanno “preparando a intraprendere azioni lavorative a settembre”, ha avvertito il sindacato con una lettera aperta ai genitori alla fine di agosto.

Al termine del voto di sciopero, il sindacato potrebbe far partire il conto alla rovescia di 17 giorni richiesto in Ontario prima che possa iniziare uno sciopero legale. «Qualsiasi azione che intraprenderemo… si concentrerà sull’inversione dei tagli al finanziamento dell’istruzione e sulla protezione dei servizi per gli studenti», ha scritto la presidente dell’Ontario School Board Council of Unions del CUPE Laura Walton nella lettera aperta.

Il budget della provincia per l’istruzione sta aumentando nominalmente quest’anno, ma l’importo per studente che i provveditorati ricevono, in verità, sta diminuendo.

«La linea di fondo è che abbiamo investito più denaro nel sistema per l’istruzione, abbiamo investito soldi per proteggere gli insegnanti – ha dichiarato il ministro Stephen Lecce la scorsa settimana – sono dalla parte dei genitori e mi concentrerò sul raggiungimento di un accordo che protegga il futuro dei loro figli, investa nel loro potenziale ed inoltre li faccia rimanere in classe, il posto dove è giusto che stiano».

Ma mentre le parole del ministro suggeriscono un accordo tra le parti che escluda quindi lo sciopero, non sono sicuri che andrà così invece i sindacati che continuano a negoziare con i provveditorati. Ieri, durante una conferenza a Queen’s Park, i sindacati hanno ribadito che uno sciopero potrebbe essere dietro l’angolo.

Il Canadian Union of Public Employees (CUPE), l’Elementary Teacher’s Federation of Ontario (ETFO), l’Ontario Secondary School Teachers’Federation (OSSTF) e l’Ontario English Catholic Teachers’Association (OECTA) sono già impegnate nei negoziati con i provveditorati. Finora l’accordo non c’è, la speranza è che arrivi presto.

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