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Nato e spesa militare, Trump apre un altro fronte con il Canada

Nato e spesa militare, Trump apre un altro fronte con il Canada

TORONTO Donald Trump è pronto ad aprire un altro fronte con il Canada. Dopo l’interminabile trattativa sul Nafta 2.0, il fuoco incrociato sul primio ministro Justin Trudeau e l’avvio di una guerra commerciale contro Ottawa con i dazi doganali, l’inquilino della Casa Bianca coglie al balzo l’occasione offertagli dal vertice Nato della prossima settimana per tornare alla carica sulla controversa questione della spesa militare che spetta a tutti i componenti dell’Alleanza Atlantica. Il presidente americano, in vista del meeting dell’11 e 12 luglio in Lettonia tra i capi di Stato e di governo, ha inviato una lettera al primo ministro ricordandogli quelli che sono gli obblighi assunti in passato da tutti i Paesi Nato, Canada compreso: contribuire, cioè, al sostegno dell’impalcatura complessiva dell’alleanza militare attraverso il raggiungimento dello standard minimo di spese per la Difesa, che deve corrispondere al 2 per cento del Prodotto interno lordo.

Allo stesso tempo Trump avrebbe inviato una lettera dai contenuti simili anche alla Gran Bretagna, alla Germania, al Belgio e alla Norvegia. Nella missiva spedita a Londra, i cui contenuti sono filtrati alla stampa, il presidente statunitense farebbe presente le difficoltà per gli Usa di garantire le capacità di intervento a livello globale nel caso in cui tutti gli Stati Nato non si adeguassero velocemente al parametro del 2 per cento.
Per quanto riguarda il Canada, già in passato Trudeau aveva sottolineato come Ottawa avesse approvato una road map di avvicinamento al 2 per cento per la spesa militare che sarebbe stata raggiunta entro qualche anno. Una metodologia che per altro ricalca anche quella italiana, come aveva confermato all’epoca l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in occasione della sua visita alla Casa Bianca all’inizio del 2018.

Il portavoce del ministro della Difesa Harjit Sajjan ha ribadito come il Canada sia già sulla buona strada. Il governo federale infatti dovrebbe aumentare i fondi per la difesa del 70 per cento nell’arco del prossimo decennio.
Allo stesso tempo il ministro ha ricordato come il Canada stia spendendo ingenti risorse attraverso il contributo di soldati e personale dell’esercito in missioni che durano ormai da anni, come quella nello stesso est europeo in seguito al conflitto tra Russia e Ucraina. Proprio in Lettonia, dove si terrà il vertice della Nato, sono stanziati 450 militari canadesi che fanno parte della forza di intervento dell’Alleanza Atlantica per i Paesi baltici.
Insomma, aumentano le tensioni tra Ottawa e Washington. Ieri, ad esempio, al tradizionale ricevimento che l’ambasciata Usa in Canada organizza in occasione del Giorno dell’Indipendenza americano, molti politici canadesi hanno preferito declinare l’invito: una vicenda di secondo piano, certo, ma che è un po’ lo specchio dei tempi che stiamo vivendo da quando Trump è entrato alla Casa Bianca.