“Interventi chirurgici sui bambini
annullati, la situazione
è davvero allarmante"

di Mariella Policheni del 16 December 2022

TORONTO - La crisi profonda che ha colpito gli ospedali - pediatrici in particolare - ha spinto le strutture sanitarie ad apportare cambiamenti per poter continuare ad operare mentre le infezioni salgono e il personale è spesso carente. E gli interventi chirurgici annullati, che rientrano tra questi, possono tradursi in problematiche ben più gravi.

Una situazione, questa, che il dottor Devin Peterson, primario della chirurgia pediatrica presso il McMaster Children’s Hospital, ha molto a cuore. “Quando i posti letto si sono rivelati insufficienti per l’enorme numero di bambini ammalati e quelli più gravi erano in terapia intensiva, abbiamo letteralmente cancellato tutti i loro interventi chirurgici. Sono almeno 150 i bambini che hanno visto le loro operazioni posticipate o annullate e se nulla cambierà radicalmente, a gennaio ne verranno eliminate altre 40-50”, ha detto Peterson.

Ad essere interessati, ha fatto notare il medico, sono tutti i tipi di interventi chirurgici. “È desolante che da due mesi non facciamo più gli interventi chirurgici al labbro leporino e al palato - afferma il medico del McMaster - molti interventi urologici, quelli alle tonsille e alle adenoidi dei bimbi che hanno difficoltà a respirare sono in completo stallo".

Al momento i chirurghi sono concentrati su interventi contro il cancro, tumori cerebrali e gravi interventi chirurgici alla colonna vertebrale, ma il dottor Peterson ha aggiunto che “anche molte operazioni alla colonna vertebrale sono state rimandate” e che “le conseguenze possono essere considerevoli".

Non va dimenticato, fa notare Devin Peterson, che è orribile dover dire ad un genitore che il figlio non può essere operato. “I bambini, ai quali prima è stata fatta presente la necessità di un intervento per guarire, è che non verranno operati. La realtà è che la loro salute è importante per noi ma che dobbiamo dare la precedenza a qualcun altro che è più malato”.

Trovarsi di fronte a un bivio e dover fare una scelta è, secondo il medico, necessario ma doloroso. "I miei colleghi stanno prendendo decisioni tra il bambino con un tumore al cervello o il bambino che perderà la funzione della vescica a causa di un altro problema alla colonna vertebrale... È incredibile quello che stiamo attraversando in questo momento. C’è molto disagio morale nello staff, sappiamo cosa dobbiamo fare, ma non possiamo farlo. Dovremmo proteggere questi bambini ma non possiamo farlo."

Intanto al Sick Kids di Toronto sono quasi 300 gli interventi chirurgici annullati da quando è stata presa la decisione di ridistribuire il personale dalla chirurgia all’unità di terapia intensiva e ai pronto soccorso.

Intanto governo federale e province sono ai ferri corti. Il ministro della Salute Jean-Yves Duclos ha dichiarato che ora spetta ai premier rompere l’impasse su un nuovo accordo di finanziamento dell’assistenza sanitaria poiché lui e le sue controparti provinciali hanno già concordato in privato su ciò che deve essere fatto per riparare il sistema sanitario. Parlando a Ottawa, Duclos ha affermato che, nonostante la mancata firma di un nuovo accordo nella riunione di novembre a Vancouver, lui e i ministri provinciali concordano su ciò che dovrebbe essere fatto.

Duclos ha suggerito che il dibattito è stato dirottato dall’insistenza dei premier sul fatto che il governo federale copra il 35% dei costi sanitari. "Vogliono continuare l’inutile lotta sul dollaro - ha detto - se fanno i calcoli correttamente, siamo già al 35 per cento". Ma i premier rimangono della loro idea: il governo federale sta pagando solo il 22% del costo dell’assistenza sanitaria. E non è abbastanza.

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