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In Ontario, scuola senza pace anche nel 2020

In Ontario, scuola senza pace anche nel 2020

In Ontario, scuola senza pace anche nel 2020

TORONTO – Se il 2019 si è rivelato a pieno diritto come l’annus horribilis per la scuola, in Ontario, il 2020 sembra già non essere da meno.

Il sindacato dell’OSSTF, sigla che rappresenta 60mila insegnanti di scuola superiore, ha difatti proclamato una nuova giornata di sciopero prevista per mercoledì 8 gennaio.

Si tratta della quarta giornata di agitazione che il sindacato di categoria dei docenti ha indetto dalla ripresa del nuovo anno scolastico, ossia da settembre scorso.

Il presidente dell’OSSTF, Harvey Bischof, ha tenuto a precisare – in calce all’annuncio del nuovo sciopero da 24 ore – che questi mesi di trattative con il governo Ford e con il ministro per la pubblica istruzione, Stephen Lecce, non hanno portato a nessun frutto positivo.

Interessati dallo sciopero saranno otto provveditorati agli studi, in Ontario, compresi quelli di Peel e di Niagara, mentre in questa occasione non verrà coinvolto quello di Toronto. Oggetto del contendere è il rinnovo del contratto di categoria, con una richiesta sindacale di aumento dei salari pari al 2%, mentre l’amministrazione provinciale non offre più dell’1%.

Se Bischof sostiene che “la politica dell’amministrazione Ford provocherà danni per gli anni a venire nel sistema scolastico della provincia”, il ministro Lecce replica che – secondo lui – le famiglie desiderano che il governo investa denaro per contribuire al “successo dei loro figli” e non per aumentare gli stipendi agli insegnanti.

Sul ’piede di guerra’ sono anche gli insegnanti di scuola elementare del provveditorato agli studi cattolico dell’Ontario, rappresentati al tavolo delle trattative dall’ETFO, ed i quali – dal 21 dicembre scorso – sono tecnicamente entrati in fase di agitazione sindacale.

Alla ripresa delle lezioni – dopo la pausa natalizia – i docenti in questione possono ora dichiarare uno sciopero, dando al governo un preavviso di soli cinque giorni prima di incrociare le braccia.

Negli ultimi mesi, governo Ford da una parte e sindacati di categoria dall’altra stanno dando vita ad un estenuante braccio di ferro che li ha visti impegnati in ben nove tavoli di trattativa, solo due dei quali hanno sino ad ora avuto una soluzione positiva dal punto di vista contrattuale.