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Il “problema” di Scheer si chiama Ford

Il “problema” di Scheer si chiama Ford

TORONTO – Paradossalmente il ’problema’ di Andrew Scheer in Ontario è Doug Ford.

Da un recente sondaggio di Corbett Communications appare infatti che la maggioranza degli elettori dell’Ontario è “meno propenso” a votare per il leader conservatore federale nelle elezioni federali autunnali a causa delle politiche del premier Ford.

Il 54 per cento degli interpellati ha infatti ha dichiarato che le azioni dei Tories di Ford avranno un impatto sulla loro scelta a livello federale.

Tra gli elettori del partito Progressive Conservative federale il 21 per cento ha dichiarato di essere meno incline a votare per Scheer a causa delle politiche di Ford. «Ford è una palla al piede per Scheer – ha detto l’esperto di sondaggi John Corbett – è un pericolo per i Tories federali».

E sono in molti a speculare che il premier dell’Ontario abbia deciso di rinviare la riapertura della legislatura fino al 28 ottobre proprio a causa del suo calo di popolarità che in queste ultime settimane è precipitata ai bassi livelli del suo predecessore liberale Kathleen Wynne.

Caduta libera dei consensi che è stata decretata in parte dai cospicui tagli ai servizi nel budget di aprile. Intanto sia i funzionari di Ford che l’ufficio di Scheer negano una sorta di accordo nel prolungare la pausa estiva che avrebbe dovuto concludersi il 9 settembre.

Circa un terzo – il 31% – dei 1.555 elettori dell’Ontario interpellati da Corbett Communications ha dichiarato che le politiche di Ford non avranno alcun e.etto sul voto di questo autunno, mentre il 15% non è sicuro di questo.

Quel che è certo invece è che appena pochi giorni dopo la celebrazione del primo anniversario della vittoria di maggioranza di Ford sui liberali guidati dalla Wynne, la situazione non sembra essere rosea come allora.

I punti percentuali persi dal precedente sondaggio di Corbett Communications dello scorso maggio, sono 11: il 24% approvava il lavoro svolto dal premier, rispetto al 66% che disapprovava e al 10% che non era sicuro. Attualmente solo il 18% approva l’operato di Ford mentre il 71% disapprova e l’11% non esprime alcun giudizio.

Al momento ben il 61 per cento ritiene che “l’Ontario si stia muovendo nella direzione sbagliata”, mentre solo il 25% è convinto che “l’Ontario stia andando nella giusta direzione”.

Tuttavia, il Progressive Conservative continua a guidare le preferenze con il 32 per cento mentre i neodemocratici godono del sostegno del 27 per cento, i liberali del 26 per cento e il Green Party del 13 per cento. Il partito, insomma, continua a reggere in quanto a preferenze degli elettori mentre a perdere lo smalto iniziale è stato proprio il suo leader Ford.

Dall’indagine demoscopica emerge che ben il 62 per cento pensa che “Doug Ford dovrebbe farsi da parte a favore di un altro leader” mentre il 25 per cento non si dice deluso da Ford e il 13 per cento non ha un’opinione precisa in proposito.

L’indagine suggerisce anche che alcune delle iniziative che portano la firma di Ford, come l’espansione della vendita di birra e vino nei corner store, non sono state ben accolte. La maggioranza delle persone consultate – il 52 per cento – ha detto che i Tories non dovrebbero rescindere il contratto con il Beer Store al fine di poter liberalizzare ulteriormente la vendita al dettaglio di alcolici.

Nel formulare quest’ultima domanda Corbett Communications non ha menzionato però le potenziali sanzioni finanziarie – fino a un miliardo di dollari – in cui potrebbe incorrere il governo per aver violato l’accordo.

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