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Governo Ford, serve il cambio di marcia

Governo Ford, serve il cambio di marcia

TORONTO – L’esecutivo guidato dal premier Doug Ford si trova davanti a un bivio.

Continuare a vivacchiare seguendo la strada tracciata nel primo anno di governo o voltare pagina e dare una svolta all’agenda che si è dimostrata fallimentare e che ha fatto precipitare il livello di consenso verso il leader del Progressive Conservative.

Al momento, la popolarità del premier è ai minimi storici.

L’ultimo sondaggio, quello realizzato dalla Corbett Communication, conferma come appena il 19 per cento dell’elettorato dell’Ontario nutra ancora fiducia verso Ford. La politica dei tagli lacrime e sangue che ha colpito praticamente tutti i settori della Provincia – sanità, istruzione, ambiente, ricerca, turismo – ha fatto precipitare il livello di consenso nei confronti del governo che poco più di un anno fa aveva trionfato alle urne.

Lo scandalo che ruota attorno a Dean French French e alle nomine governative ha acuito il distacco dell’opinione pubblica, visto che uno dei cavalli di battaglia dello stesso Ford durante la campagna elettorale era stato quello della discontinuità, in caso di vittoria, del nepotismo, della scarsa trasparenza e dei favoritismi nei meccanismi di selezione e scelta a Queen’s Park.

Il rimpasto del mese scorso, il più ampio della storia della nostra provincia, è stato una sorta di ammissione di colpa da parte del premier, sulla falsariga “dell’abbiamo sbagliato tutto” in questi 12 mesi, ma questo ovviamente non può bastare.

Perché cambiare le pedine sulla scacchiera senza cambiare marcia nell’azione di governo non basterà. Mentre l’elettorato si allontana, le polemiche continuano e i sondaggi delineano uno stato di salute politico traballante, continuano a moltiplicarsi i mugugni anche all’interno del partito.

Ci sono insomma quasi tutti gli ingredienti della tempesta perfetta per arrivare dritti dritti alla crisi. L’unico strumento in mano al premier è quello di virare rotta. Se questo non succederò nei prossimi mesi, prepariamoci pure al possibile de profundis di questa stagione politica e di questo governo.

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