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“Fuellerton è una incapace, si dimetta”   

“Fuellerton è una incapace, si dimetta”   

“Fuellerton è una incapace, si dimetta”   

TORONTO – Dire che Andrea Horwath sia sul piede di guerra è un eufemismo. La leader dell’Ndp dell’Ontario ha attaccato a 360 gradi la risposta del governo Ford al dilagare del Covid-19 nelle case di cura a lunga degenza e ha chiesto le dimissioni del ministro del Long Term Care, Merrilee Fullerton, insieme all’abolizione del disegno di legge denominato Supporting Ontario’s Recovery Act.

«È stata incapace di tenere al sicuro gli anziani», tuona la Horwath.

A gettare benzina sul fuoco sono state alcune raccomandazioni contenute nel rapporto della commissione preposta ad analizzare la situazione di queste strutture durante la prima ondata di coronavirus.

“Abbiamo scoperto che fino a quando i residenti non hanno iniziato a morire le case per lungodegenza sono state dimenticate nei piani per controllare la diffusione del virus della provincia…”, si legge nel rapporto ad interim che sarà presentato per intero entro la fine di aprile.

La Horwath è più agguerrita che mai: Fullerton non è in grado di ricoprire un incarico così importante e delicato ha detto in modo chiaro.

«Le persone nelle strutture per long term care stanno ancora una volta perdendo la vita in questa seconda ondata di Covid-19, e la posta in gioco è troppo alta perché il signor Ford continui a dare al ministro delle possibilità, quando lei persevera nel non proteggere gli anziani – ha detto Horwath – ora sappiamo che quando ha pianificato la risposta alla prima ondata del virus il governo ha ignorato l’assistenza a lunga degenza, sono profondamente preoccupata che Ford e il suo ministro del Long Term Care stiano facendo di nuovo la stessa cosa».

Finora sono quasi 2.000 gli anziani morti in queste strutture, 88 delle quali hanno al momento dei focolai di coronavirus.

«Non si doveva arrivare a questa situazione. Siamo nella seconda ondata, ma nelle case di cura abbiamo meno personale rispetto alla prima. Ford e il suo ministro del Long term care badano a risparmiare. Anno dopo anno il sistema di assistenza a lungo termine sta andando sempre peggio – ha aggiunto Horwath – ora questo sistema guasto non sta ricevendo l’aiuto urgente e il supporto di cui ha bisogno per impedire una tragedia dopo l’altra».

Non c’è più tempo da perdere. «Se fossi il premier, assumerei migliaia di addetti all’assistenza personale, inserendo specialisti nel controllo delle infezioni in ogni struttura e implementando ciascuna raccomandazione della Commissione LTC fatta sino ad oggi – aggiunge la leader dell’Ndp – e non permetterei a nessun ministro che non protegge gli anziani di essere il ministro dell’assistenza a lungo termine».

E la Horwath si scaglia anche contro il disegno di legge presentato la scorsa settimana dal governo Ford,“un bill che renderebbe molto più di¡cile per le famiglie inchiodare alle proprie responsabilità le società che gestiscono le case di cura for-profit per le sofferenze dei loro cari”.

Questa legge retroattiva, ha detto durante la conferenza stampa di ieri, negherà giustizia alle famiglie.

Presenti, assieme alla leader dell’Ndp anche Cathy Parkes e Innis Ingram che nelle case di cura hanno perso ciascuna un genitore e che ora stanno lottando in tribunale per ottenere giustizia

.«Alcune famiglie sono in lutto per la perdita dei loro cari, altre stanno facendo del proprio meglio per aiutare e confortare i loro genitori e nonni che hanno sofferto così tanto durante la pandemia – ha detto Horwath – hanno vissuto orrori che nessuno dovrebbe conoscere, e ora il governo mette il sale nella ferita rendendo più difficile per loro ottenere giustizia».

I conservatori hanno recentemente respinto una mozione presentata dalla Horwath che invitava il governo a porre fine all’assistenza a lungo termine a scopo di lucro e di sostituirla con un sistema completamente pubblico e senza scopo di lucro.

Ma Horwath promette battaglia: «L’Ndp continuerà a lottare per il suo piano Aging Ontarians Deserve the Best per la revisione dell’assistenza domiciliare e dell’assistenza a lunga degenza», conclude.