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Ford: “Gli ispettori si sono rifiutati di entrare”

Ford: “Gli ispettori si sono rifiutati di entrare”

Ford: “Gli ispettori si sono rifiutati di entrare”

TORONTO – Dopo lo tsunami creato dal rapporto bomba dell’esercito su cinque case di cura a lunga degenza dell’Ontario si cerca di capire cosa non ha funzionato durante il dilagare del Covid-19.

Il premier dell’Ontario Ford ieri ha puntato il dito contro gli ispettori che durante il picco di coronavirus si sarebbero “rifiutati” di andare nelle case di cura.

«I media sapevano che i sindacati non volevano entrare in queste strutture ma non lo segnalavano – ha detto Ford – ringrazio il loro presidente Smokey Thomas per aver riportato gli ispettori nelle case di cura».

Anche coloro che gestiscono queste residenze, secondo il premier, hanno la loro parte di colpe per non essere stati in grado di contrastare nel modo migliore il virus: «I loro azionisti dovrebbero ritenerli responsabili», ha detto Ford.

Il ministro de Long-Term Care Merrilee Fullerton ha affermato che “ora gli ispettori sono presenti in tutte e cinque le case di cura citate nel rapporto delle forze armate canadesi” mentre le strutture in “codice rosso” al momento sono 19.

La Fullerton ha detto anche che la provincia “sta rinnovando formalmente il mandato del gruppo incaricato di gestire la crisi Covid-19 in queste strutture”.

Durante la consueta conferenza del premier Ford da Queen’s Park, la Fullerton ha dichiarato che la mossa consentirà al team di supervisionare la situazione delle cure a lungo termine per continuare l’importante lavoro che sta svolgendo.

«Il gruppo IMS (Incident Management System) si riunisce quotidianamente per organizzare il lavoro tra più fornitori e ministeri e prendere decisioni rapide per supportare le case di cura a lungo termine in difficoltà – ha dichiarato il ministro – attraverso il lavoro di questo tavolo di lavoro, abbiamo visto notevoli miglioramenti nelle nostre case di cura a lungo termine colpite da focolai di Covid-19».

Il team denominato Incident Management System, è composto da operatori sanitari che prendono decisioni immediate per affrontare questioni relative ai livelli di personale, gestione delle infezioni e delle risorse durante l’epidemia di Covid-19.

L’annuncio è giunto un giorno dopo che la provincia ha confermato che commissarierà altre cinque strutture di assistenza a lungo termine che fanno parte del rapporto choc stilato dall’esercito canadese.

La Eatonville Care a Etobicoke, Hawthorne Place a North York, Altamount Care a Scarborough, Orchard Villa a Pickering e Camilla Care a Mississauga si vanno ad aggiungere alla Downsview Long-Term Care Home e alla Southlake Regional Health Centre le cui condizioni allarmanti, per quel che concerne la pulizia e la cura degli anziani, hanno contribuito ad almeno un decesso.

«In qualità di premier, il mio compito è quello di fare pressioni sul sistema. Per rimettere in sesto ciò che abbiamo ereditato occorre innanzitutto una leadership forte durante questa crisi, per proteggere e prenderci cura dei nostri residenti delle case di assistenza a lungo termine – ha affermato il premier Ford – l’annuncio di oggi dimostra che stiamo facendo progressi nella lotta contro questo terribile virus nelle nostre case di cura e continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rafforzare lo scudo di protezione attorno ai nostri anziani più vulnerabili».

Le case identificate per il supporto della IMS – istituita ad aprile per agire in modo tempestivo nelle strutture di cura – sono quelle che lottano per controllare le epidemie, completare la prevenzione delle infezioni e le valutazioni di controllo, garantire livelli adeguati di personale, avere accesso ai dispositivi di protezione individuale (DPI) e completare i test di tutti i residenti e del personale delle case di cura a lungo termine.

«La Incident Management System Long-Term CaIl premier dell’Ontario Doug Ford con il ministro del Long-Term Care Merrilee Fullerton re Table è stata in grado di prendere decisioni immediate e distribuire le risorse per le questioni urgenti che il settore deve affrontare, in un momento in cui una chiara direzione e comunicazione sono fondamentali – ha aggiunto il ministro Fullerton – sono incredibilmente grata di sapere che il governo e le nostre case di cura a lungo termine possono continuare a fare affidamento sulla sua leadership costante e la grande competenza nel sistema sanitario».

Questa manifestazione di fiducia del governo verso il team dell’IMS al quale, secondo Ford si devono molti miglioramenti nelle case di cura a lungo termine colpite da focolai di Covid-19, non viene però vista come uno strumento decisivo per ridare credibilità e fiducia alle case di cura a lunga degenza.

Il coro delle persone che chiedono una inchiesta pubblica, soprattutto dopo la pubblicazione del rapporto dei militari – diventa sempre più grande. Il dossier inquietante ha fatto inorridire e preoccupare i familiari degli anziani che risiedono nelle case di cura a lunga degenza.

Innis Ingram, la cui madre è ospite della Camilla Care Community, si è incatenato a un’albero all’esterno della struttura – dove a causa del Covid-19 sono morti 61 anziani – in segno di protesta. Ingram, ha postato su Facebook,un messaggio nel quale annuncia di voler fare lo sciopero della fame fino a quando non verrà eŠettuata un’ispezione provinciale.