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Ford commissaria altre 5 case di cura

Ford commissaria altre 5 case di cura

Ford commissaria altre 5 case di cura

TORONTO – Commissariamento di altre cinque case di cura a lunga degenza, ispezioni in altre 13, controlli a sorpresa, una commissione indipendente.

Il premier dell’Ontario Doug Ford durante la conferenza di ieri ha annunciato – assieme ai ministri Fullerton ed Elliott – una serie di misure dopo il rapporto choc dell’esercito su cinque case di cura a lunga degenza.

Il vaso di Pandora è stato aperto. Non si può più infilare la testa nella sabbia come gli struzzi e far finta di non sapere: la situazione nelle case di cura a lunga degenza è disastrosa, in Ontario come nel resto del Canada. E la gente è furiosa.

È di ieri la notizia che il governo dell’Ontario sta commissariando altre cinque case di cura, quattro delle quali private – Orchard Villa a Pickering, Altamount Care Community a Scarborough, Eatonville Care Center a Etobicoke, Hawthorne Place a North York – e la Camilla Care Centre di Mississauga, dove sono morti almeno 61 residenti.

«Abbiamo già rilevato due case (Downsview Long-Term Care Home e Southlake Regional Health Centre, ndr) perché avevamo delle preoccupazioni e ora assumeremo la gestione di altre cinque perché di fronte alle accuse, di fronte ai problemi emersi, useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione – ha detto Ford – voglio occhi ed orecchie ben aperti nelle case che ci danno maggiori preoccupazioni, dobbiamo tenerle d’occhio».

Ford ha anche detto che la provincia invierà sei squadre di due ispettori in ciascuna delle cinque case. Questi ispettori effettueranno “sorveglianza e controlli approfonditi e rigorosi” per due settimane.

«Non mancheranno le ispezioni a sorpresa», ha detto il premier aggiungendo che a luglio prenderanno il via i lavori di una commissione indipendente dal governo che avrà il compito di esaminare come le residenze di cura hanno gestito l’emergenza Covid-19.

È rimasta però inascoltata la richiesta avanzata due giorni fa della leader dell’Ndp Andrea Horwath: «Merrilee Fullerton deve dimettersi immediatamente – ha detto infuriata la Horwath – nei miei 20 anni in politica non sono mai stata così indignata, così disgustata, così rattristata e così inorridita. Mentre le cose peggioravano a causa del Covid, Ford e Fullerton devono essere stati a conoscenza del fatto che i problemi da gravi sono diventati mortali e non hanno fatto nulla…».

«Ho due incredibili ministri che stanno facendo tutto il possibile per risolvere un problema che abbiamo ereditato, decenni di abbandono – ha lanciato una frecciatina al precedente governo il premier – Merrilee Fullerton è uno dei miei migliori ministri, ha una esperienza trentennale nelle case di cura a lunga degenza».

Intanto anche il leader dell’NDP federale Jagmeet Singh chiede un’indagine sulle accuse contenute nel dossier redatto dai militari. «Questo rapporto merita di essere sottoposto all’attenzione dell’RCMP per le indagini. Il tutto è spaventoso e ciò che sarebbe ancora più spaventoso è vedere che il governo federale non agisce».

Ieri anche il Quebec ha reso pubblico una relazione dell’esercito canadese sulle condizioni delle strutture di assistenza a lungo termine della provincia, che sono state devastate dalla pandemia di Covid-19.

Il rapporto di 60 pagine, firmato dal colonnello delle forze armate canadesi T.M. Arsenault, espone in dettaglio le osservazioni fatte dal personale militare che ha lavorato in 25 delle residenze dell’area di Montreal nelle ultime settimane.

Non è un bel quadro quello che è venuto alla luce nei Centres d’hébergement et de soins de longue durée (CHSLD) grazie al rapporto dei 1.050 militari stanziati nelle case di cura. Tra le magagne scoperte dai soldati ci sono l’incapacità di usare in modo corretto i dispositivi di protezione individuale e la mancanza di personale.

Più del 60% degli oltre 4mila decessi causati dal Covid nella provincia francofona sono avvenuti nelle case di cura.

Ieri il premier del Quebec Francois Legault ha chiesto che 1.000 membri delle forze armate canadesi rimangano in Quebec fino al 15 settembre per continuare ad aiutare nelle strutture di assistenza a lungo termine: questo periodo di tempo, ha detto, darebbe alla provincia la possibilità di intraprendere una massiccia assunzione e formazione di 10mila nuovi lavoratori a tempo pieno presso le strutture.