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Focus Covid-19 sulle case di cura a lunga degenza

Focus Covid-19 sulle case di cura a lunga degenza

Focus Covid-19 sulle case di cura a lunga degenza

TORONTO – È una strage silenziosa quella causata dal Covid-19 nelle case di cura a lunga degenza. Non passa giorno in cui il bilancio delle vittime non si aggravi.

Almeno 144 persone che vivono nelle case di cura dell’Ontario sono morte a causa del virus: un numero questo che rappresenta circa il 40% del conteggio provinciale ufficiale.

Più di 800 dei casi Covid-19 della provincia sono stati registrati in case di cura, suddivisi tra residenti e personale mentre focolai sono presenti in oltre 100 strutture.

Risale a mercoledì notte il decesso di Maria Tomaszewski, 83 anni, che risiedeva all’Eatonville Care Centre, una delle 41 case di cure a lunga degenza dove sono scoppiati focolai del tanto temuto virus.

Nella struttura, che si trova nella zona di Burnhamthorpe Road e The East Mall, 30 dei 56 anziani che erano risultati positivi al Covid-19 sono morti.

«Siamo tutti devastati – ha detto il figlio Henry Tomaszewski – questa esperienza è stata estremamente traumatica. È stato molto stressante e molto frustrante».

Ma l’Eatonville Care Centre è solo una delle tante strutture che accolgono persone anziane ed ammalate, devastate dal virus che ha messo in ginocchio tutto il mondo. Almeno tre case di cura dell’Ontario hanno annoverato più di 20 morti a causa del Covid-19: Pinecrest Nursing Home a Bobcaygeon con 29, Seven Oaks a Toronto con 22 e Almonte Country Haven in prossimità di Ottawa, con 18 vittime.

Una nota positiva sarebbe rappresentata al momento da Villa Colombo di Toronto: l’executive director Tracy Comeau ha detto al Corriere Canadese che contrariamente a quanto riportato nella scorsa edizione del giornale, non sono stati registrati casi di coronavirus.

La terribile situazione nelle case di cure a lunga degenza sembra essere in cima all’agenda dei governi. «La verità scomoda e tragica è che i luoghi che si prendono cura dei nostri anziani sono i più vulnerabili al Covid-19 – ha detto il primo ministro Justin Trudeau – tutti dobbiamo fare di meglio. Dobbiamo tutti salvaguardare gli anziani che hanno costruito questo Paese».

Trudeau ha promesso di lavorare con le province per ottenere un aumento dei salari per i lavoratori essenziali che guadagnano meno di $2.500 al mese, compresi quelli nelle case di cura “il più rapidamente possibile”.

«La realtà è che, nonostante i nostri migliori sforzi, stiamo affrontando focolai di coronavirus nelle nostre case di cura a lungo termine ma non ci fermeremo davanti a nulla per proteggere coloro che non possono proteggersi» ha affermato il premier dell’Ontario Doug Ford nel presentare il suo “Covid-19 Action Plan: Long-term Care Homes”.

Un piano di azione contenente numerose misure atte a migliorare la lotta al virus nelle strutture a lunga degenza ma che è stato oggetto di numerose critiche. A far scaldare gli animi è stata la decisione del premier di imporre al personale a lavorare in una sola casa di cura solo a partire dal 22 aprile.

«C’è un incendio in questo momento e si porta il secchio d’acqua per spegnerlo tra una settimana? Qui ci sono in gioco delle vite umane», ha tuonato la leader dell’Ndp Andrea Horwath.

A disapprovare l’operato di Ford è anche il leader del partito liberale dell’Ontario Steven Del Duca. L’emergenza coronavirus, secondo Del Duca, doveva essere affrontata in tutt’altro modo. «Come mai i nostri laboratori hanno operato al 50% della loro capacità per quasi tre settimane e abbiamo appena iniziato a fare i test nelle case di cura a lungo termine e di riposo? Avremmo dovuto testare i più vulnerabili sin dall’inizio. È tempo che il governo prenda sul serio questa crisi sanitaria», ha detto Del Duca.