CorrCan Media Group

Dubbi su guida e cannabis, l’Ontario guarda al Colorado

Dubbi su guida e cannabis, l’Ontario guarda al Colorado

di Carlo Cantisani

TORONTO – L’Ontario come il Colorado? In vista della prossima e ormai imminente liberalizzazione del consumo di cannabis ricreativa in Canada, prevista per il 17 ottobre, rimangono ancora in piedi alcuni interrogativi su come le forze dell’ordine dovranno applicare le regole per prevenire e controllare eventuali abusi.

La questione, ancora non ben delineata nelle sue modalità, riguarda principalmente la guida sotto effetto di marijuana. In molti allora hanno iniziato a chiedersi quale scenario si potrebbe prospettare nel periodo immediatamente successivo alla liberalizzazione della sostanza in Canada, guardando proprio al Colorado come possibile “indicatore”.

La cannabis a scopo ricreativo è legale nello stato statunitense dal 2014, e le statistiche compiute da allora riportano che oltre il 20% dei guidatori coinvolti in incidenti mortali ha presentato un certo livello di marijuana nel loro organismo. Inoltre, un sondaggio pubblicato quest’anno su oltre 15.000 consumatori di cannabis nello stato ha rilevato che quasi il 70 per cento di loro ha guidato sotto l’influenza della sostanza almeno una volta durante l’anno scorso; il 40% di queste persone ha dichiarato di non ritenere che influisse sulla loro capacità di guida. E la tendenza sarebbe in crescita anche in altre parti degli Stati Uniti, secondo l’Amministrazione nazionale per la sicurezza del traffico.

È probabilmente troppo presto per i cittadini dell’Ontario per preoccuparsi, visto che nessuno può affermare con certezza che la liberalizzazione della cannabis porterà ad un aumento dei casi di guida sotto effetto della sostanza. Tuttavia, secondo Statistics Canada, le multe per guida in stato alterato – non necessariemente tutte legate al consumo di cannabis – sono recentemente aumentate nella provincia. Il maggior numero di queste multe riguarda ancora la guida sotto effetto di alcol.

“Fino a quando le persone non si mettono al volante sotto effetto di sostanze, abbiamo bisogno di un solido programma di legge che metta in crisi la guida sotto stupefacenti, proprio come abbiamo fatto con l’alcol”, ha affermato Sam Cole, responsabile delle comunicazioni di sicurezza presso il Dipartimento dei trasporti del Colorado. “Negli anni ’80, quando prese avvio il MADD (Mothers Against Drunk Driving, progetto nato per denunciare i pericoli della guida sotto alcol e droghe, nda) e le morti per alcolici erano alle stelle, e cominciammo a dire alla gente di non guidare ubriaca, le persone dicevano ‘Oh, sto bene quando sono ubriaco. Mi sento piÙ sicuro. Guido ubriaco tutto il tempo'”. Ora questo tipo di attitudine si sta manifestando fra i consumatori di cannabis. “È la stessa cosa che sentiamo dire da coloro che fanno uso di marijuana. È esattamente lo stesso trend”, ha aggiunto sempre Cole.

Durante un’intervista al Calgary Eyeopener, il responsabile per la sicurezza autostradale del Colorado, Glenn Davis, ha evidenziato le difficoltà alle quali si può incorrere nell’identificare immediatamente un abuso per guida sotto effetto di marijuana, molto diverso da quello dell’alcol. “Le forze dell’ordine sono pienamente consapevoli di quale sia la definizione di “influenza” – cinque nanogrammi di sostanza – ma nessuno è mai stato arrestato a livello di nanogrammi. Perché le forze dell’ordine non lo sanno. La persona stessa non lo sa. Il livello di nanogrammi non ha effetto fino a quando la persona non viene arrestata e testata”.

E mentre le forze dell’ordine del Colorado contano 250 agenti capaci di riconoscere i sintomi della guida sotto l’effetto di cannabis – un numero comunque insufficiente viste le dimensioni dello stato – in Canada ci si domanda se anche gli agenti del paese riceveranno la formazione necessaria per sorvegliare al meglio le strade quando l’uso ricreativo della cannabis diventerà legale.

Dal primo ottobre sono stati confermati 883 agenti in seguito ad un programma internazionale in grado di dotare alle forze dell’ordine gli strumenti per riconoscere se un guidatore è sotto effetto di marijuana o meno. Questo programma consiste in un corso di 10 giorni diviso in 12 fasi in cui si insegna a valutare lo stato psicomotorio di un conducente, così come anche a misurare pressione sanguigna e temperatura corporea. Altri tre o quattro giorni vengono poi spesi in una clinica a Jacksonville, Florida, per mettere alla prova la preparazione degli agenti, che valutano 12 individui e quale sostanza – non solo marijuana ma anche stimolanti, depressivi o allucinogeni – è presente in loro. In media, sui 20-24 agenti non passano questo tipo di preparazione.