Da Ford un messaggio
per la continuità
dell’azione di governo

di Francesco Veronesi del June 27, 2022

TORONTO - Il messaggio è chiaro: nessuna rivoluzione, a Queen’s Park in questo momento la priorità è quella di dare continuità all’azione di governo inaugurata nella passata legislatura. Il “nuovo” esecutivo che venerdì scorso ha prestato giuramento in realtà ha davvero poco di “nuovo”. Si è trattato in sostanza di un semplice rimpasto governativo, con i principali ministeri che sono stati riaffidati ai ministri uscenti.

Nelle gerarchie del cerchio dei fedelissimi del premier Doug Ford a salire è stata Sylvia Jones, che nell’organigramma governativo prende il posto di Christine Elliott: il ruolo di vicepremier e, contemporaneamente, di ministro della Salute, certificano come la deputata eletta a Dufferin-Caledon sia ormai diventata il braccio destro del leader conservatore. Eletta per la prima volta a Queen’s Park nel 2007, nella scorsa legislatura ha ricoperto gli incarichi di ministro del Turismo e dello Sport e in seguito di Solicitor General, prima della doppia promozione nel Ford bis.

La scelta della composizione della squadra governativa segue quindi la linea della stabilità e della continuità. Tutti i ministri chiave sono rimasti al loro posto, a partire da Peter Bethlenfalvy alle Finanze, Vic Fedeli allo Sviluppo Economico, Monte McNaughton al Lavoro, Caroline Mulroney ai Trasporti, Stephen Lecce all’Istruzione pubblica, e Paul Calandra nel triplice ruolo di ministro per le Case di cura a lunga degenza, ministro per gli Affari legislativi e capogruppo conservatore alla Camera. Lo zoccolo duro del nuovo governo rimane invariato rispetto all’esecutivo che ci ha accompagnato alle urne nella scorsa legislatura.

Per quanto riguarda gli italocanadesi, cinque degli otto deputati di origine italiana rimangono al governo: insieme a Fedeli, Calandra e Lecce, troviamo David Piccini come ministro dell’Ambiente e Michael Tibollo nel ruolo di ministro associato alla Salute mentale. Nulla da fare per Ross Romano, Anthony Leardi e Rudy Cuzzetto, che dovranno aspettare un possibile futuro rimpasto di mezza legislatura per entrare - o tornare, nel caso di Romano - nell’esecutivo conservatore.

Ora, dopo che saranno velocemente completati i prossimi passaggi istituzionali - con la lettura del programma di governo nel Discorso dal Trono e il voto di fiducia a Queen’s Park - la nuova legislatura entrerà nel vivo. Sono tante le sfide di governo per il Ford bis, a partire dalla precaria situazione economica, con l’inflazione galoppante, il costo della vita alle stelle e una ripresa economica post pandemica che stenta a decollare.

Insieme a questo, i due anni di Covid ci hanno lasciato in eredità anche un pesantissimo buco di bilancio: il governo provinciale dovrà per forza di cose approvare una road map fiscale pluriennale per tornare al pareggio di bilancio.

A Queen’s Park, in ogni caso, la maggioranza del Progressive Conservative avrà mano libera. I due partiti di opposizione, Ndp e Partito Liberale, oltre ad essere stati ridimensionati numericamente alle votazione dello scorso 2 giugno, hanno perso la loro leadership: sia Andrea Horwath che Steven Del Duca hanno annunciato le loro dimissioni la sera stessa del voto e i due partiti saranno impegnati a riorganizzare i propri vertici.

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