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Case di cura, necessario un piano anti-Covid

Case di cura, necessario un piano anti-Covid

Case di cura, necessario un piano anti-Covid

TORONTO – La pandemia di Covid-19 ha amplificato le magagne già presenti in numerose case di cure a lunga degenza.

Riuscire a controllare una situazione resa ancor più difficile dal virus è stato impossibile ed il risultato – con oltre l’80% di vittime – è sotto gli occhi di tutti.

Il governo dell’Ontario ha ora chiesto alle sue case di cura a lunga degenza più colpite di elaborare un piano per arginare la diffusione del Covid-19 all’interno delle proprie mura. Il termine fissato dal governo per presentare i progetti è scaduto ieri a mezzogiorno.

È una richiesta, questa, che arriva dopo oltre 1.200 decessi correlati al virus avvenuti in queste strutture nelle quali il Covid-19 si è abbattuto al pari di uno tsunami.

Alcuni funzionari hanno affermato che la provincia sta combattendo la battaglia contro il nuovo coronavirus su due fronti: uno nelle case di cura a lungo termine, dove il virus si diƒonde rapidamente e ha maggiori probabilità di uccidere, e l’altro tra la gente, dove le infezioni hanno rallentato e l’economia sta iniziando a riaprire.

“L’attuale pandemia ha creato sfide significative nella gestione dei focolai nelle case di cura a lunga degenza e nel garantire la qualità costante delle cure per i residenti – si legge in una lettera inviata dal viceministro del LongTerm Care, Richard Steele, alle residenze duramente colpite – mentre ci siamo tutti concentrati sulla gestione delle situazioni di crisi emergenti, man mano che il corso della pandemia si evolve, è essenziale che ci sia una chiara attenzione nel riportare tutte le case ad uno stato di stabilità per quel che concerne il personale”.

La lettera ottenuta dalla Canadian Press richiede che le strutture specifiche delineino il modo in cui manterranno i livelli di personale e miglioreranno la loro capacità di leadership.

“Il piano dovrebbe includere risultati chiari, positivi e una procedura per misurare e riferire sui progressi fatti”, recita la lettera. Steele ha richiesto che le strutture delineino le modalità con cui garantiranno la copertura medica e la presenza di sanitari in loco, nonché il modo in cui miglioreranno la leadership con la designazione di nuove cariche.

Il viceministro responsabile per queste strutture ha riferito di oltre 1.200 decessi correlati al virus nelle case di cura, sebbene i loro numeri provengano da un database separato da quello provinciale.

Alcune strutture hanno pagato lo scotto più grande, come la Pinecrest Nursing Home, a Bobcaygeon, una residenza con 65 posti letto dove sono deceduti 29 anziani. Diverse altre case hanno visto morire più di 40 residenti, tra cui la Camilla Care Community di Mississauga, che ha registrato 48 vittime.

L’Ontario Long-Term Care Association, che rappresenta la maggior parte delle case di cura a lungo termine della provincia, ha affermato che le strutture hanno dovuto affrontare la potenziale perdita di metà del loro personale a causa della pandemia di Covid-19.

«L’associazione ha avuto conversazioni costanti, aperte e produttive con il governo provinciale per assicurarsi di avere tutti gli strumenti necessari per affrontare questo problema urgente man mano che la situazione si evolve continuamente – ha affermato il Ceo Donna Duncan – la nostra prima priorità deve essere quella di bloccare l’ulteriore diffondersi del virus nelle residenze nelle quali erano già presenti focolai e di tenere il Covid-19 fuori dalle altre».

Intanto la situazione peggiora di giorno in giorno alla Downsview Long Term Care, gestita dal Gem Healthcare Group di Halifax, che si trova al 3595 Keele Street: i morti, che il 27 aprile erano 15, sono ora 35. I casi confermati di Covid-19 sono di 62 tra i residenti, mentre i membri del personale contagiati sono 76.