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Case di cura, il Covid si combatte con i test

Case di cura, il Covid si combatte con i test

Case di cura, il Covid si combatte con i test

TORONTO – Così come è adesso non va. Il Covid-19, arrivato in Canada prepotentemente la scorsa primavera ha portato alla luce le deficienze del sistema sanitario. E ha messo in evidenza in particolare la grave situazione nelle case di cura.

Sono proprio le case di cura a lunga degenza le strutture dove il Covid-19 si è fatto strada, velocemente, seminando morte. In sole 24 ore nella provincia sono morti 26 anziani: il totale ha raggiunto quindi quota 2.174.

Per proteggere ulteriormente i residenti, il personale e i visitatori delle case di cura a lungo termine, il governo dell’Ontario sta anche aggiornando le linee guida ai test nelle comunità che hanno una maggiore trasmissione di Covid-19.

partire dalla prossima settimana, nelle case di cura a lunga degenza delle regioni che si trovano nei livelli arancione, rosso o sono addirittura in lockdown in base alla tabella del Covid-19, verranno apportate alcune modifiche. È quanto ha detto ieri – durante il consueto briefing – il premier Doug Ford, alla presenza del ministro della Salute Christine Elliott e del ministro del Long Term Care Merrilee Fullerton.

Il personale, i caregiver essenziali e gli operatori di supporto che forniscono cure dirette ai residenti devono essere testati settimanalmente per il Covid-19 e mostrare la prova di un risultato negativo del test. Gli operatori di supporto che non forniscono assistenza diretta ai residenti devono attestare verbalmente di essere risultati negativi al test Covid-19 nelle ultime due settimane e di non essere successivamente risultati positivi.

Per le case di cura a lunga degenza nelle regioni incluse nelle fasce verde e gialla, il personale, i volontari, gli operatori sanitari e i visitatori continueranno ad essere sottoposti a test ogni due settimane. Saranno i team il nuovo modo di fornire assistenza che riunisce operatori sanitari e organizzazioni che devono coordinarsi per garantire una assistenza migliore ai pazienti.

Proprio per sostenere altri 13 Ontario Health Teams in tutta la provincia, il governo dell’Ontario ha deciso di stanziare 2.4 milioni di dollari. «L’investimento di oggi non solo aiuterà la nostra provincia a rispondere in modo più efficace all’attuale pandemia globale, ma ci aiuterà anche a porre fine all’assistenza sanitaria nei corridoi e costruire un sistema sanitario migliore e incentrato sul paziente», ha affermato il premier Ford.

«Mentre è ancora nelle sue fasi iniziali, l’Ontario Health Teams sta già abbattendo le barriere di vecchia data per coordinare meglio l’assistenza sia per i pazienti che per i nostri eroi in prima linea – ha aggiunto la Elliott – questi team hanno dimostrato una notevole reattività all’epidemia di Covid-19 aiutando ad affrontare le sfide in una varietà di aree. Sono essenziali per costruire un sistema sanitario connesso incentrato sulle esigenze dei pazienti».

Intanto il governo Ford, nonostante le polemiche che non accennano a diminuire, ha approvato in terza lettura il progetto di legge 218 che garantisce una sorta di scudo legale per i gestori privati delle case di cura a lunga degenza.

Mentre il premier dell’Ontario sostiene che questa legge serve a proteggere le case di cura che hanno fatto uno sforzo “onesto” e in “buona fede” per agire in conformità con le linee guida di salute pubblica, l’NDP e le famiglie degli anziani morti di Covid in queste strutture, sono convinti che si voglia rendere più difficile intentare azioni legali contro le LTCH.

Con il controverso Bill 218 verranno bloccate le richieste di risarcimento per responsabilità che, dopo la prima ondata di Covid-19 e la morte di oltre 1.900 anziani, sono state avanzate da numerose famiglie tramite class action: le richieste sono pari a centinaia di milioni di dollari.